Non sei curioso?
Curiosità: la molla della ricerca
06-05-2018 • Detective • di Lorenzo L
Chi più e chi men, siamo tutti un po' curiosi. Da piccoli eravamo curiosi di sapere come nascono i bambini; oggi siamo curiosi di conoscere il titolo del nuovo film di quell'attore famoso o di ascoltare la canzone del nostro cantante preferito; probabilmente tu sei ora curioso di sapere se il tempo che stai sprecando a leggere queste righe sia utile, oppure no. Non so ancora leggere nel pensiero... Ma ora sono curioso di sapere che cosa tu stia pensando in questo momento.
Eppure, nonostante tutti questi mezzi d'informazione disponibili (nonni compresi), è difficile rispondere alle domande a cui nessuno ha ancora trovato una risposta definitiva. È frustrante. La curiosità, se non è soddisfatta, resta nella nostra mente come il pisello sotto il letto per la principessa o come quel fastidio che hai ma non riesci a togliere in alcun modo. Esistono delle persone, folli e fuori dal comune, che vivono per quel fastidio e non vedono l'ora di estirparlo: i ricercatori.
Anche tu, nel momento in cui hai una domanda e cerchi di rispondere basandoti solo sulle esperienze e sul confronto con altre persone diventi un ricercatore. La curiosità è il cuore pulsante della scienza e del progresso. Senza questo strano sentimento quasi tutte le cose che ti circondano non esisterebbero. Spesso noi adolescenti, vediamo la scienza come quella materia che si è costretti ad apprendere, il cui studio è finalizzato ad avere almeno 6 sul registro a fine anno. Beh non è così. Non solo almeno. La ricerca scientifica è quell'arma che permette di combattere la curiosità e per usarla bene è importante avere le conoscenze giuste.

Whoops..

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