Cioè nel senso
Una legge contro l'islamizzazione?
15-03-2021 • Detective • di Riccardo
Bella rega! Questo è "Cioè nel senso" lo spazio di Radioimmaginaria interamente dedicato ai giornalini scolastici. Allora, funziana così: ogni settimana selezioniamo un giornalino scolastico tra tutte le scuola d'Italia e vi facciamo leggere qui sotto l'articolo che ci è piaciuto di più.

Questa volta abbiamo deciso di scegliere L'Enrico, giornalino del Liceo Enrico Fermi di Cantù (Como).

L'articolo si chiama "Una legge contro l'islamizzazione?" e l'ha scritto Riccardo.
Da qualche giorno sono stati diffusi i risultati del referendum "anti-burqa" che si è tenuto in Svizzera il 7 marzo 2021, ed oltre il 51% degli elettori si è detto a favore di questa iniziativa, ma a favore di cosa in realtà? Di una legge "contro l'islamizzazione" o di una misura di sicurezza contro un fenomeno più ampio e indipendente dalla religione?

Anche in Svizzera è stato introdotto un divieto alla dissimulazione del volto in pubblico, che in parole povere è un divieto a coprire il proprio volto in negozi, strade e uffici. Una legge che, secondo molti, va ad attaccare in modo diretto la comunità islamica (5,3% della popolazione svizzera), dalla quale però non provengono denunce particolarmente accese contro questa legge, quanto più contro la scelta di usare come esempio nel manifesto una donna coperta dal Niqab, il tradizionale velo islamico.
Nonostante queste proteste, che hanno diviso la popolazione, in alcuni cantoni (San Gallo e Ticino) è già in vigore da anni una legge che impedisce la copertura totale del volto in pubblico, cosicché tutti i cittadini siano sempre riconoscibili. Come sempre però la ragione sta nel mezzo, leggiamo alcune motivazioni portate dall'Unione Democratica di Centro, il partito promotore del referendum: "La dissimulazione del viso nello spazio pubblico non è compatibile con la coesistenza in libertà: i nostri valori vengono calpestati se nella nostra società non si permette più alle donne di essere riconosciute nella propria individualità."

Siamo davvero sicuri che il velo non permetta "alle donne di essere riconosciute nella propria individualità" o questa idea è frutto di una concezione stereotipata, che riduce i canoni di "libertà", "individualità" ed "emancipazione" alle sole tradizioni occidentali?
D'altra parte, la principale opposizione alla legge mossa dal Governo era basata sul fatto che le donne che indossano il velo in Svizzera sono molto poche: in Ticino, dove dal 2016 è in vigore il divieto di dissimulazione del volto, sono stati denunciati finora solamente una quarantina di casi di infrazione commessi da donne con niqab o burqa, mentre la maggior parte delle contravvenzioni (oltre 200) sono state emesse contro uomini a volto coperto durante manifestazioni o scontri negli stadi. Ed è questo l'obiettivo della legge che ha convinto la maggior parte degli elettori: non l'annullamento di un fenomeno già marginale e collegato a pratiche religiose, ma un maggior senso di sicurezza, anche per il riconoscimento di persone coinvolte in indagini più ampie.

E mi raccomando, se anche la vostra scuola ha un giornalino scolastico scriveteci una mail a [email protected] La prossima volta leggeremo sicuramente il vostro! Ci sentiamo la prossima settimana, ciaooooo!