Cosa ci ha lasciato il Festival di Sanremo?
Se abbiamo ancora i cicli del sonno scoordinati, forse, ci sono dei validi motivi
11-03-2021 • Pop • di Giacomo P
A molti negli ultimi gironi sarà apparso su Youtube il video di De André dove critica aspramente il Festival di Sanremo e tutte le competizioni canore, e mi sono posto qualche domanda.

Benché sanremese da 17 anni non ho mai sentito il Festival (ripeto, qua logicamente lo chiamiamo festival, non Sanremo) come un evento eccezionale, sia per i cantanti in gara, sia per le ore assurde che fa il programma. Quest'anno, da solo, a casa, senza gli amici di Radioimmaginaria che ti invadono la città (vi lovvo un sacco <3), e nonostante ci fossero un sacco di nomi giuovanili, ero convinto che sarei collassato ogni sera sul divano a mezzanotte senza arrivare ad ascoltare manco il primo Big.

Dopo una prima serata salutata alle 22, ho iniziato a interessarmi della competizione ascoltando fra una videolezione e l'altra le canzoni che non avevo seguito oppure non avevo visto proprio. Non dico che mi si sia aperto un mondo, o almeno fino alla serata delle cover.
Lì ho capito che eravamo davanti a una figata e così fino a domenica sono andato a dormire alle 2 passate. La musica era bella, le esibizioni coinvolgenti (ci mettiamo dentro anche Achille Lauro), alcuni ospiti sono stati molto interessanti e Fiorello è stato un concentrato di pazzia bellissimo da spararsi ogni sera.

Ora non ho voglia di fare tutta la cronaca o la recensione, MA voglio dare un senso a tutte queste dannate serate che hanno distrutto tutti i miei cicli sonno-veglia: infatti sto per elencarvi le 10 lezioni più grandi che ci ha lasciato questo festival. L'idea è nata dalla geniale Sassa, che mi ha anche dato una mano a raccogliere dei pareri. Quindi iniziamo!

1 Ma quanto è tenera Orietta Berti. Devo ammettere che la sua canzone non è stata apprezzatissima dalla gioventù (l'ho ascoltata una volta soltanto), ma è stato bellissimo vederla salutare sempre i conduttori e i musicisti. Gentilissima e cordiale, vorrei abbracciarla un sacco.
2 A molti regaz è piaciuto che Madame abbia avuto una notevole visibilità al Festival, vincendo il premio per il miglior testo, anche davanti a un pubblico diversamente giovine. Francesca è veramente talentuosa, sicuramente in grado di farsi apprezzare anche da ascoltatori più maturi.

3 La musica che piace a noi GGGIOVANI sta diventando quasi una normalità su un palco che sembrava destinato a vedere solo artisti del Triassico. Un ringraziamento ad Amadeus che ha capito che per aumentare lo share basta coinvolgere gli iuvenes. Tra l'altro, non era mai successo che il vincitore del festival coincidesse con quello della nostra Giuria degli adolescenti. Per una volta niente polemiche e solo applausi.
4 La musica "rock" (non so se può dire, vabbè... sì dai) sta tornando sul mercato musicale e quindi nelle orecchie degli adolescenti. Al posto di fare i puristi, oh voi accaniti fan dei Led Zeppelin, aprite le porte anche alle nuove leve. Sicuramente i ragazzi sono più ispirati da una band che da un mio articolo, quindi spero vivamente che molti ragazzi comincino a suonare degli strumenti.

5 Rimanendo sui Måneskin, finalmente molti artisti si sono lamentati del fatto che i fiori, il simbolo della nostra splendida città, vengano consegnati, ridicolmente, solo ad artisti e ospiti di sesso femminile. L'ultima sera, infatti, i fiori sono stati assegnati anche a concorrenti come Fedez, Dario de La rappresentante di lista e gli stessi vincitori. Che dal 2022 diventi una prassi!

6 Purtroppo non è tutto oro ciò che luccica. Vedere l'Ariston vuoto infatti ha fatto provare un po' a tutti un senso di angoscia e di malinconia. Personalmente pensavo che sarebbe pesato molto di più ai fini del programma, ma il volo di Max Gazzè ha ripagato tutto.
7 Che Bugo non fosse tanto intonato si sapeva già dallo scorso anno, ma che fosse una persona così semplice e sincera, per come si è descritto nella propria canzone, mi ha lasciato sorpreso in senso positivo. Poi, mi sento in dovere di conferigli il premio all'abito più goliardico: ci ha lasciato uno stupendo tutorial su Come vestirsi per farsi scaricare dopo il saluto.

8 Achille Lauro si è confermato un artista polivalente, in grado di ideare dei "quadri", momenti dove attori recitavano durante i suoi brani. Più delle canzoni già edite e degli outfit, ai quali siamo ormai abituati, a molti di noi giovinetti sono piaciuti un sacco i profondi monologhi che recitava nelle outro.

9 Il Festival ci ha lasciato anche delle polemiche "morali". Il vescovo della diocesi Ventimiglia-Sanremo Antonio Suetta si è mostrato contrario al conferimento del Premio Città di Sanremo al co-conduttore Fiorello, probabilmente per avere indossato una corona di spine nel duetto con Achille Lauro, affermando che gli siano state segnalate ricorrenti mancanze di rispetto verso la fede e la Chiesa, e ha concluso dicendo "semplicemente, non in mio nome".
10 Spero non si dimentichino le bellissime cover che ci ha lasciato il festival. Ho già parlato di quanto sia importante ascoltarle e, se ve la siete persa, correte subito ad ascoltare Amandoti dei CCCP cantata dai Måneskin con Manuel Agnelli. Ho sempre sostenuto che il potenziale di questa canzone venisse penalizzato da una mancata vigoria degli esecutori, ma, stavolta, Damiano ci ha fatto emozionare davvero.

Parlando più in generale, Sanremo 2021 è stato anche un assaggio di quello che potremmo rivivere quando la condizione si sarà migliorata e torneremo a vedere i concerti. Erano mesi che non si viveva un sabato sera tra amici e stare in videochiamata tutti insieme quella sera non ci ha fatto per niente schifo.