La bilancia
Come distinguere il greenwashing
25-02-2021 • Eco • di Ludovica Luvi F
Non è grave come sembra. O forse sì.

È passata un'altra settimana e siamo tornati con gli aggiornamenti sul clima! Questa è "La Bilancia" e qui leggerete una buona notizia e una cattiva notizia sulla crisi climatica. Iniziamo?

Quale volete per prima? Quella buona o quella cattiva?
CATTIVA NOTIZIA

Con la tempesta di neve in Texas due settimane fa abbiamo parlato delle conseguenze estreme che il cambiamento climatico potrebbe avere sul nostro pianeta. Ora sembra che questa condizioni estreme possano accadere nelle zone tropicali, dove i crescenti umidità e calore potrebbero rendere molto difficile la sopravvivenza umana.

Infatti la nostra capacità di modificare il calore corporeo dipende dalla temperatura e dall'umidità di ciò che ci circonda. Se è troppo umido la nostra pelle non riesce a far evaporare il calore, cosa necessaria per raffreddarsi. Temperature corporee molto alte sono letali (pensate solo a quante volte in estate ci ricordano di stare all'ombra e di bere molta acqua).

L'aumento della temperatura del mondo dovrebbe essere limitato a 1.5C se vogliamo che le zone tropicali non superino i 35C di temperatura del bulbo umido, ovvero la temperatura che garantisce che la temperature della nostra pelle rimangano nella norma e riescano comunque a raffreddarci.
BUONA NOTIZIA

Quando compriamo delle cose dobbiamo prestare attenzione a quello che si chiama greenwashing. Succede praticamente quando le industrie etc mentono o esagerano riguardo ai loro sforzi per essere sostenibili nella realizzazione dei loro prodotti, e questo fa credere ai clienti che a loro interessi del pianeta.
Questo succede principalmente nel fashion, sapendo anche che l'industria fashion è una delle più inquinanti. In ogni caso gli amanti della moda stanno diventando sempre più consapevoli dell'impatto climatico che questa loro passione ha, e tra il 2016 e il 2019 le ricerche di fashion brand sostenibili è triplicata.

Quindi come facciamo a non comprare delle cose che sono in realtà vittime del greenwashing?

1. Fai attenzione al linguaggio: ancora non esiste un termine legale per definire quello che noi chiamiamo etico o sostenibile o green, ma cercate la trasparenza sui vari siti e cercate di capire se c'è qualcosa che effettivamente provi che i loro prodotti sono sostenibili

2. Controlla quanti elementi di quello che producono sono categorizzati come sostenibili: se sono pochi rispetto alla loro offerta completa, allora c'è caso che ti stiano prendendo in giro e che non si stanno impegnando in generale a intraprendere dei metodi green

Per più consigli guardate questo video della BBC!

Illustrazioni di Gabriela