Ariete, parlare di sè per parlare di tutti
10-12-2020 • Pop • di Giacomo P
Non è raro per me entrare nel discorso musica con i miei amici. Magari mi scappa un "certo però che l'Officina me la pompo ancora" e parte in un secondo dal simpaticone di turno la sentenza "L'INDIE È MORTO".

Non affronterò l'argomento per intero perché non mi va molto adesso e ho anche altro da fare. Parlerò invece di chi può salvare l'indie da un prematuro (forse) decesso. Lei forse non si definisce tale, ma l'accento romano alla Gazzelle mi induce a definirla così. Stiamo ovviamente parlando di Ariete, all'anagrafe Arianna Del Giaccio, classe '02 e da qualche tempo anche in Top 50 Italia. probabilmente tutti hanno già presente chi è: tono di voce un po' scazzato, cadenza indistinguibile, non molto alta e mai senza cappello e chitarra.
Per Bomba Dischi è già uscita con due EP solo nel 2020 ed è diventata famosa coi singoli Pillole, Riposa in Pace in collaborazione con Drast e ultimamente con Tatuaggi con il duo degli Psicologi al completo (con cui c'è anche un grande legame di amicizia). Comunque torniamo a noi, perché può salvare l'indie? Iniziamo a dire che il mood di 18 anni, EP uscito lo scorso 4 dicembre, ricorda un po' quello di Punk di Gazzelle, ma lo strumento predominante è senz'altro la chitarra, che suona da molti anni, e l'ha contraddistinta anche nel vecchio lavoro Spazio (la progressione di accordi di Quel Bar infatti non è per niente banale).
Ammettiamo che non si può più parlare di quei luoghi comuni sentiti e risentiti delle stesse identiche cuffiette sempre eccessivamente arrotolatratate e del telefono rotto nel momento in cui vorresti richiamare l'ex morosa che non sa manco più come ti chiami e servono, quindi nuovi argomenti. Ariete infatti parla di sé, particolarmente della sua insicurezza, che può sfumare magari nella difficoltà a relazionarsi, a prendere decisioni e ad affrontare le situazioni più dure. Inoltre parla spesso di paranoie che la colpiscono: come ha dichiarato in un'intervista a Billboard Italia, i ragazzi solitamente studiano o lavorano, lei invece ha scelto un percorso molto particolare, che la fa sentire ancora più strana.
Nella stessa intervista dice anche di sentirsi "diversa, come tutti": una frase su cui si potrebbe scrivere un libro e mi ha aperto gli occhi su questa osservazione. La nostra generazione è formata da persone insicure e incerte del domani e anche una vita tranquilla può portare molte pressioni; gli artisti una volta usavano degli escamotage per parlare di loro stessi, oggi invece si parla di sé ma è molto facile che gli altri vi si rispecchino. Ariete infatti è apprezzata un po' da tutti, ché aiuta gli altri a rispondere alle domande che si pone. Diamo il benvenuto nella scena (diciamo solo italiana e non indie, va, che poi mi insultano anche) italiana alla nostra salvatrice <3

Illustrazione di Carlotta Forni