"E quante notti"
Grandi passioni, grandi sacrifici
04-05-2018 • Pop • di Sara S
C'è ancora chi pensa che fare musica sia un lavoro come un altro.
Per fortuna mi rendo conto che è un pensiero sempre meno diffuso tra i ragazzi della nuova generazione di artisti emergenti. Per loro la musica è un binario su cui far viaggiare sogni che vale la pena di condividere con il mondo, un canale per comunicare con l'esterno e condividere esperienze.
C'è speranza nelle loro parole, fiducia nei pezzi e in chi li ascolta.

Step è uno di questi, la passione gli si legge negli occhi quanto nei testi che compone. Gli abbiamo chiesto cosa significhi per lui dedicarsi alla musica e andare controcorente rispetto alla rotta che ci si aspetta possa seguire un ragazzo della sua età.

Ci ha risposto così:
«E quanti sacrifici che ho fatto, sto facendo e farò. E quante notti insonne che ho passato e quante volte questi sogni sembravano svanire. Quante ore d'assenza a scuola ho fatto perché la notte precedente l'avevo passata a scrivere un pezzo nuovo. Quanti appuntamenti saltati perché avevo bisogno di andare in studio a registrare. Quanta rabbia, quanta delusione, quanta tristezza, ma soprattutto quanta gioia e quanto orgoglio. L'orgoglio e la felicità che sento dopo un live andato bene, dove le persone che ti hanno ascoltato dicono "hai spaccato". Penso di essere ormai totalmente dipendente da queste sensazioni. Penso di essere totalmente dipendente da tutte queste cose. Penso di essermi innamorato di quel senso di sconforto causato dall'ansia prima di salire sul palco. Penso di essermi innamorato della vita solamente grazie a lei. Sono sicuro di essermi innamorato della musica, che ha salvato me e tanti altri da una vita monotona e priva di emozioni forti.»

Step, 18 anni

Whoops..

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