Recensione
Luna Nera
Un Viaggio all’Interno del Fantasy Italiano
26-11-2020 • Nerd • di Luna

Ciao ragazzi, oggi volevo parlarvi di una serie tv un po' di nicchia distribuita da Netflix: Luna Nera. Quindi benvenuti sulla mia personalissima recensione per mettere a confronto i suoi pro e i contro e spiegarvi come serie come questa stanno cambiamdo il cinema italiano.

Quindi partiamo subito con alcune informazioni di routine: la serie è una produzione Netflix uscita con la prima stagione il 31 gennaio 2020 ed è basata sul romanzo Le Città Perdute di Tiziana Triana. È ambientata nel 1600 circa in un paese rinascimentale del Lazio all'epoca della persecuzione delle streghe in una società bigotta e ignorante.

La serie è stata accolta positivamente dal pubblico anche se non sono pochi quelli che l'hanno criticata pesantemente. Tuttavia il mio voto è positivo in quanto cercando di ignorare alcune imprecisioni strutturali e di trama, questa serie è unica nel suo genere, e spiana le basi al fantasy italiano, sempre stato ignorato da registi e produttori. E io penso: tra le streghe di Benevento e leggende di fantasmi praticamente in ogni rocca medioevale, quale migliore paese se non l'Italia per ambientare una storia fantasy?

Facciamo un piccolo scorcio sulla trama giusto per introdurvi meglio nella sua ambientazione semplicemente mozzafiato. La protagonista è Ade che di mestiere fa la levatrice insieme alla nonna. A causa di un incomprensione viene accusata di stregoneria. Così con il suo fratellino trova riparo in una comunità segreta di streghe e qui inizia a sviluppare il suo potere. Parallelamente nel villaggio da qui era scappata le figure dei Benandanti sono decisi a tutti i costi di catturare queste donne. Ovviamente come nella maggiorparte delle serie tv fantasy ci sarà anche la storia d'amore proibita tra fazioni opposte che rende il tutto molto più intrigante.
I difetti di fabbrica così come mi viene da chiamarli sono nella parte recitativa e di struttura della trama a mio avviso. Nelle prime puntate i dialoghi hanno un'intonazione troppo marcata quasi enfatici. Tuttavia non so se poi sono io che ci ho fatto l'abitudine o veramente l'intonazione si è abbassata ma la visione è stata più semplice.
Altra pecca secondo me è la narrazione troppo lenta a partire e poi una volta che la serie ha cominciato seriamente a catturare lo spettatore c'è un busco taglio fatto con le cesoie al finale. Ok il finale con suspance ma questo è un portone spalancato e lasciato aperto.

A parte alcune imprecisioni già citate prima la serie vale la visione. Per prima cosa abbiamo bisogno noi tutti di ritrovare l'accuartezza storica nei costumi e negli ambienti. Perchè per quanto le serie tv americane siano fantastiche, esse fanno veramente schifo a riprodurre un ambientazione decente. Invece Luna Nera punta molto sulla bellezza dei paesaggi e dei castelli italiani, accompagnandoli con una ricostruzione storica a quello che dicono i critici praticamente perfetta. Altra cosa che ho apprezzato notevolmente sono gli effetti speciali veramente creati con cura che non invidiano niente ad altre saghe con budgets maggiori, anzi in alcuni casi li ho trovati decisamente superiori (come la sigla che non ho skippato neanche una volta).

Un altro punto decisamente a favore della visione è il cast che prende attrici già viste, inserendole in un contesto decisamente nuovo per tutte come il fantasy. E tralasciando quello detto prima è il messaggio che conta in quanto è il coraggioso femminismo italiano contro le condizioni delle donne nell'antichità a farla da padrone, nonostante sia aperto a tutti i tipi di pubblico. Ad aggiungersi c'è anche l'inclusione di categorie come LGBT Q+ e altre etnie a lungo trascurate nella televione italiana.

Quindi vi invito a provare qualcosa di nuovo, 100% made in Italy (tranne stranamente la colonna sonora, quella è in inglese ma comunque approvo) come Luna Nera, mentre noi ci ritroviamo settimana prossima con un nuovo articolo.

Illustrazione di Gabriela