L'ultimo sole
23-11-2020 • Detective • di Sofia A
Elisa alzò la mano per proteggersi dalla luce del sole.

Strizzò gli occhi, cercando un po' di sollievo da quella luce accecante.

Non c'era nemmeno un filo di vento e l'aria era soffocante. Elisa si sentiva schiacciare dall'afa, con il calore che l'avvolgeva, togliendole il respiro.

La ragazza si sedette a terra e chiuse gli occhi. Vedeva tutto rosso, le sembrava di aver ricevuto un pugno in faccia.

Si premette le mani sugli occhi e sentì un po' di sollievo.
Rimase così per ore, quel pomeriggio, seduta al centro di quel cortile deserto, lasciato in balìa dell'afa e della luce.

Chiunque fosse passato da quelle parti avrebbe pensato che fosse una statua, oppure morta. Ma non passò nessuno quel pomeriggio, come il giorno prima e quello prima ancora.

Elisa era l'unica abitante di quella cittadina e l'unica persona rimasta in tutto il pianeta.

Ma non lo sapeva.

L'aria cominciò a rinfrescarsi e il sole iniziò a tramontare. Elisa appoggiò le mani a terra e riaprì gli occhi.

Sorrise, si alzò e si voltò verso il palazzo alle sue spalle. Ci corse contro e saltò, afferrando le sbarre arrugginite del balcone e sollevandosi.

Fece la stessa cosa per gli altri tre balconi, finché non raggiunse il tetto.

Era un bel tetto piatto, ancora caldo per il sole del pomeriggio.

Elisa si sedette e rimase a guardare il sole che tramontava.

Una lacrima le scivolò sulla guancia, s'infranse sul tetto ed evaporò.

La ragazza si addormentò.

La mattina dopo la vita sulla Terra cessò di esistere.

Credits
foto di Sofia