Palla di vetro
26-10-2020 • Detective • di Sofia A
Anna camminava sul logoro marciapiedi, mettendo un piede davanti all'altro. Il suo respiro formava piccole nuvolette nell'aria gelida.

A destra della ragazza c'era un campo di spighe di grano alte quanto lei, interminabili e sbiadite, dello stello colore del pallido sole che stava per tramontare, nascosto dalle nuvole grigie che ricoprivano il cielo.

A sinistra c'erano delle villette, con i muri scrostati ed i tetti bucati. Alcune erano crollate. La maggior parte era disabitata.

Davanti ad Anna c'era il marciapiedi ed in fondo alla stradina si poteva già vedere la sagoma dell'ultima casa, dove viveva Barbara; la sua migliore amica.

Anna faceva dondolare il sacchetto colorato che aveva in mano, stando ben attenta a non farlo cadere. Conteneva una palla di vetro; il suo regalo per il compleanno di Barbara. Sarebbe stata un'aggiunta perfetta per la sua collezione.
Stava facendo buio, perciò la ragazza accelerò il passo.

Poi arrivò davanti alla casa.

Il sacchetto le scivolò dalla mano. La palla di vetro s'infranse a terra, con un rumore orribile.

Anna cadde in ginocchio, con le lacrime agli occhi, coprendosi la bocca con le mani.

Cominciò a piangere in silenzio.
Metà della casa era stata distrutta e giaceva là, ridotta ad un mucchio di mattoni.

Anna si fece forza e si alzò in piedi, con le lacrime che le rigavano il viso e s'infrangevano a terra, man mano che si avvicinava al mucchio di mattoni. Quando fu abbastanza vicina da toccarli sussultò.

Le macerie brillavano sotto la luce della luna. Anna si avvicinò ancora un po' e ricominciò a piangere.

I mattoni erano cosparsi di piccoli coriandoli lucenti; quelli che si trovano dentro alle palle di vetro.

Foto di Sofia