Uno strano saluto
26-10-2020 • Detective • di Sofia A
Clara sospirò e chiuse la finestra. Non stava succedendo niente d'interessante, come al solito. Ogni cosa, sia fuori, nella stradina su cui si affacciava la sua finestra, che dentro, nella sua camera, era avvolta dal silenzio.

La ragazza si sedette a terra, con la schiena premuta contro il calorifero. Era freddo. Decise di sdraiarsi sul pavimento. Si mise a fissare il soffitto, cercando di fingere di essere la protagonista di un film, sdraiata nell'erba, guardando le stelle.

Ma il soffitto era bianco e noioso. Per quanto Clara strizzasse gli occhi e si concentrasse, quello rimaneva sempre un soffitto bianco, triste e senza niente di speciale.

Il sole cominciò a tramontare dietro allo strato di nuvole grigie che ricopriva il cielo. La stanza venne inghiottita dal buio e Clara dovette alzarsi per accendere la luce.
Stava per premere l'interruttore, era quasi arrivata a sfiorarlo, quando sentì un grande botto, come una bottiglia di spumante a cui viene tolto il tappo.

Proveniva da fuori.

La ragazza corse verso la finestra, la spalancò e si affacciò di sotto.

E vide una cosa che la lasciò a bocca aperta.

Sul marciapiedi sotto casa sua era apparso un cerchio luminoso. Un portale.

E là davanti, in piedi accanto al cerchio di luce, c'era una ragazzina.
La luce del portale la illuminava solo per metà, donandole un aspetto un po' spaventoso.

La ragazzina teneva lo sguardo basso, con le braccia lungo i fianchi e con i capelli che le coprivano il viso.

Poi alzò la testa.

Clara vide i suoi occhi brillare.

La ragazzina le sorrise, la salutò con la mano e poi attraversò il portale, scomparendo insieme ad esso, senza un rumore.

Clara chiuse la finestra.

Illustrazione di Claudia