Librerie - a love story
02-07-2020 • Detective • di Giulia
Ma ciao! Allora... se come al solito siete dotati di quoziente intellettivo sopra la media avrete capito che oggi si parla di libri, quindi vi avviso se siete quel tipo di persone che al solo nominarli si chiedono se siano roba da buttare nel camino forse, ma solo forse, questo non è l'articolo per voi, se invece siete quel tipo di persone ma, allo stesso tempo, avete una curiosità che va oltre la media femminile e leggete anche gli elenchi telefonici allora prego, continuate pure serenamente la vostra lettura.

Premetto che le librerie sono sempre state un luogo mistico per me, zeppo di libri fino ai soffitti... cos'altro volete di più? Allo stesso tempo però costituiscono uno dei principali traumi della mia vita, la nostra è una storia d'amore travagliata: ogni volta che ci entro, io e il mio cervello ci scambiamo un'occhiata che è un misto tra strabiliata e terrorizzata, (fatemi un favore non chiedetemi come sia possibile essere così controversi) e la libreria stessa si stupisce di tanta paura. Il punto è questo: ci sono TROPPI libri e HA! VI HO BECCATO! State pensando che io sia una di quelle persone che vorrebbe prenderli tutti... sarebbe troppo bello!
Congedate il pensiero con garbo (non trattato male dai) perché invece io drammaticamente, sono una di quelle che per trovare il libro giusto impiega quello che i più ottimisti descriverebbero una vita, sì perché un libro non può semplicemente essere UN libro, vi pare! (A noi le cose semplici non ci piacciono!) Un libro deve avere la copertina di un colore che mi soddisfi, un titolo accattivante, le pagine non troppo spesse e la carta di un bel colore, poi, i libri romantici mi piacciono ma non devono essere esplicitamente romantici (sì mi capisco da sola ma non vi preoccupate, i matti si capiscono tra matti), i libri d'avventura vanno bene se non hanno troppe descrizioni, e i libri di fantasia se non hanno una trama eccessivamente intrecciata.

A questo punto voi vi chiederete "ma che diavolo di libri leggi tu allora??" ecco un misto di tutte queste caratteristiche che in libreria equivale a comprare un terzo di libro se mi va bene, meno uno se le cose si mettono (la matematica su certe cose è un opinione fidatevi). Oh, ora che conoscete questo mio lato oscuro (no Dart non sei mio padre) fatemi un favore scriveteci a radioimmaginaria@gmail.com qual è il vostro rapporto con le librerie, che mi auguro non sia una tragedia greca che già io sto messa male, che almeno mi consolo un po'. Detto questo se aribbeccamo alla prossima come al solito e vi lascio con una frasetta che ruberò a Flaubert (scusami, ma ti ammiro molto)

Non leggete, come fanno i bambini, per divertirvi, o, come gli ambiziosi, per istruirvi. No, leggete per vivere.

Una letterata Giulia

Foto di Marco Regazzi