Non c'è solo Spotify
I meandri del SoundCloud Rap italiano
02-07-2020 • Pop • di Giacomo P
Noi ascoltatori di rap, per l'80% dei casi ascoltiamo la musica che ci piace su Spotify o Apple Music, pensando che siano le uniche strade per ascoltare tutte le nuove uscite senza doverle acquistare singolarmente. Non ci ricordiamo, tuttavia, che per un rapper emergente che rilascia i primi singoli deve già badare a spese come la registrazione, il mastering e, talvolta, anche la base e, senza un'etichetta discografica, per pubblicare una canzone su uno store digitale, bisogna pagare un cosiddetto "distributore digitale".

Per evitare il problema, nomi come Lil Uzi Vert, Lil Peep e XXXTentation fino a quando non ebbero raggiunto una grande notorietà sfruttarono la piattaforma svedese, completamente gratuita all'epoca, chiamata SoundCloud. Il fatto che l'app fosse sfruttata da artisti molto validi ha contribuito notevolmente al suo sviluppo, tanto che è entrato nel gergo definire gli emergenti di questo movimento "SoundCloud rappers". SoundCloud, infatti, è accessibile a tutti per pubblicare o ascoltare tracce audio di qualunque tipo, in maniera semplicissima.
In tutto ciò anche l'Italia ha da dire la sua. Era giugno 2018 quando per la prima volta un rapper già affermato italiano usava la piattaforma; uscito dalla Dark Polo Gang, Side Baby pubblicava il singolo Medicine per renderla fruibile al suo intero pubblico. Mi sono dimenticato di dire che una volta terminato un brano, SC (ora abbrevio) crea automaticamente una coda di riproduzione con un algoritmo che nessuno probabilmente ha mai capito.

Quindi, dopo Medicine, partiva in tutta la sua cattiveria RIETI CHIAMA della Fuck Your Clique, un collettivo di ragazzi romani prima di allora quasi sconosciuto, che ha portato loro un boom di ascolti sulla piattaforma. I rapper hanno continuato a pubblicare singoli sparsi arrivando a debuttare live agli Ex Magazzini l'8 settembre 2018, fiancheggiati da Radical, Frostee e Lil Rumore, chiamato Fuck Your Party, che è stato seguito da altre 2 edizioni.
Il Soundcloud Rap italiano si differenzia molto facilmente dalle altri varianti del rap del nostro paese: in primo luogo è importantissimo l'utilizzo dei termini importati o italianizzato dallo slang americano (nigga diventa negro, al posto di venire si usa "pulluppare" e le tipe si chiamano shawty); la corrente estetica è anche molto importante e si ritrovano riferimenti gotici, manga e la classica ostentazione per le Maison Margiela; infine come stile c'è solo una parola che dice tutto come dice niente... Sperimentazione, dal drum&bass ai falsetti con una solida base di sano Hip Hop ortodosso. Uno dei pregi di questa corrente è anche il fatto che anche per gli artisti meno conosciuti si possono trovare innumerevoli brani se si scava bene fra le pagine del sito e c'è una grande volontà reciproca di collaborare: non è raro trovare una traccia da due minuti con tre featuring annessi.
Ora voglio parlarvi di un po' di artisti che a me fanno impazzire, che ora sono sbarcati anche su Spotify
  • Mandark: con l'uscita dell'EP GUAI, si è rivelato uno dei miei emergenti preferiti, da notare assolutamente le sue canzoni d'amore (come la tytletrack o GIN TONIC): il tema può essere banale, i testi minimamente.
  • Zyrtck: ragazzo molto promettente con una capacità di cambiare flow fuori dal comune: nell'album HATIN+ insieme a Friman e Mothz, interamente no melody, dice appunto (in DRAMA) "Non c'è melodia, ma posso crearla" e infatti si ascoltano grattati bassissimi alternati a quartine in falsetto eseguiti talvolta in one take (parti registrate insieme). Col singolo WAP WAP inoltre ha iniziato a farsi notare in tutta l'Italia.
  • Radical: dopo aver militato nel gruppo pop punk Leftovers, è stato fra i primi a pubblicare singoli su SoundCloud (nel 2017). è importante anche citarlo per i suoi due mixtape TRASHBIN e le collaborazioni famose con i membri della Lobby.
  • Frostee: un flow unico in Italia, che si sposa troppo bene con le basi di Kidhakku, rende i FROSTED TAPE molto diversi dal classico rap che si ascolta.
  • Lil Kvneki: oramai possiamo dire che abbia abbandonato il rap cattivo dei TPOSE, ma non che abbia dimenticato come si fanno gli incastri. Il cantante degli PSICOLOGI infatti nelle tracce come Robin Hood e Funerale riprende lo stile che aveva nel 2018.
Vanno anche ricordati i ragazzi della 90100 di Palermo come Foreverboymush e Drewseele, che stanno portando avanti la seconda exclave italiana del sito svedese, ma soprattutto bisogna parlare della Lobby: i Thelonious B., duo romano che faceva ai tempi di SC un misto fra emo rap e pop punk, ha avuto molto successo ultimamente con i singoli Polka e On Gang, come i vari Rosa Chemical, FSK, Daytona KK... (vi lascio questa perla per finire i nomi), che bene o male, si può dire che ci siano passati e abbiano conservato una buona influenza. Infine l'ultima parentesi va lasciata ai Tauro Boys che pur non avendo mai pubblicato sulla piattaforma sono considerati anche loro dei portabandiera di questo sottogenere, ovviamente per lo stile dei pezzi, e tra l'altro la Tauro Night agli ex Magazzini ha aperto il 3° Fuck Your Party, dando un po' di visibilità agli emergenti.
Il sunto definitivo di questo articolo è dire che una gran parte degli appassionati di Rap si limita a guardare la punta dell'iceberg, quando in realtà la parte sommersa è molto più grande.
Dai regaz... non esiste solo Spotify.

Foto di Nina Ferrari