Cioè nel senso
Perchè leggerai questo articolo
22-04-2020 • Detective • di Marco R
Bella rega! Questo è "Cioè nel senso" lo spazio di Radioimmaginaria interamente dedicato ai giornalini scolastici. Allora funziana così: ogni settimana selezioniamo un giornalino scolastico tra tutte le scuola d'Italia e vi facciamo leggere qui sotto l'articolo che ci è piaciuto di più.
Questa volta abbaimo deciso di scegliere AppRodo, il giornalino del Liceo Rodolico di Firenze.

L'articolo si chiama "Perchè leggerai questo articolo" e l'ha scritto Leonardo
Predestinazione. Tu ci credi? Pensi che le nostre scelte siano in qualche modo pilotate, preimpostate, fisse in uno schema o che siano dettate dal puro caso? Fra i miliardi di persone che abitano il pianeta ce n'è una che ha deciso di scrivere questo strambo articolo e un'altra (ok, spero più di una) che, invece, lo sta leggendo. La mia scelta l'ho compiuta nel momento in cui ho deciso che avrei scritto questo articoloe, brandendo una penna blu, ho iniziato a scrivere lettere su un foglio a righe coi buchi rinforzati. C'è un collegamento fra le nostre due scelte? La mia ha indotto la tua o viceversa? E, se fossero davvero collegate, e dunque potremmo dire ineluttabili, si potrebbe parlare ancora di scelta?

Forse è quello che a noi appare, in una ragnatela di destini sempre più intricata. E allora la domanda sorge spontanea: siamo davvero liberi di scegliere?
Sono tante le pellicole che si sono interrogate su questo dilemma. Fra queste ho intenzione di riflettere sulla serie TV tedesca prodotta da Netflix, "Dark". Un fenomeno che va a braccetto con la predestinazione, in ambito cinematografico, è il viaggio nel tempo. La serie si apre, infatti, con questa massima generale: "Noi siamo convinti che il tempo sia qualcosa di lineare, qualcosa che procede in eterno e in maniera del tutto uniforme, qualcosa di infinito; in realtà la distinzione fra passato, presente e futuro non è niente altro che un'illusione. Ogni cosa è collegata."
(Inizio spoiler "Dark") Inoltrandosi nella serie, si scopre come un bambino scomparso, Mikkel, sia in realtà tornato indietro nel tempo di 33 anni, dal 2019 al 1986, e sia cresciuto in un'epoca diversa dalla sua, con un nome falso. Ma le sorprese non finiscono qua: Mikkel, da adulto, darà alla luce Jonas, un ragazzo scaltro e introverso che nella serie veste i panni del protagonista. È proprio lui che perde di vista Mikkel, facendo sì che scompaia nel bosco nel 2019. Fermi un attimo. Ma Jonas non era nato proprio da quel bambino finito nel passato? E, se non fosse tornato al 1986, non avrebbe potuto farlo nascere, permettendogli così di far smarrire suo "padre" nella foresta... quindi Jonas è nato grazie a se stesso? Cosa significa!? (Fine spoiler "Dark")

"Dark" è una serie TV che metterà a dura prova i vostri neuroni, rischiando di bruciarli tutti entro la fine della prima stagione. Ma come può un evento accaduto nel futuro influenzare il passato? Una soluzione è stata ipotizzata da un fisico russo, Igor Novikov, che ha formulato il "principio di autoconsistenza". Secondo questo principio, il passato è immutabile; inoltre, un evento non viene influenzato solo dal passato ma anche dal futuro: ecco perché alcuni eventi sembrano inevitabili, nonostante si sia provato a cambiare le sorti del gioco con un viaggio nel tempo. Ma come si applica concretamente questo principio con un'esperienza di viaggio temporale?
Facciamo un esempio: mettiamo che abbiate appena finito di leggere questo stranissimo articolo e improvvisamente dietro di voi appaia un varco temporale in grado di portarvi indietro di due mesi. Una persona sana di mente non entrerebbe, ma voi state continuando a leggere questo articolo, e ne deduco che abbiate gli attributi necessari per continuare l'avventura. Fate un bel salto e vi ritrovate a scuola, ma la data è magicamente cambiata: ilviaggio ha funzionato. Ecco che vedete passare Leonardo (me medesimo, ndr) e vi avvicinate di corsa per raccontargli della vostra esperienza e per fargli capire che la sua previsione ha effettivamente avuto successo. Vi accorgete, però, subito di due cose: la prima è che quest'individuo è decisamente spaventato per il vostro approccio repentino, la seconda è che non sa minimamente di cosa stiate parlando. In preda alla confusione, cercate una spiegazione, ma invano.
Poi, un'idea geniale: potete mostrargli il giornalino che avete tenuto in mano per tutto questo tempo. Visibilmente preoccupato, il vostro redattore preferito decide di leggere effettivamente l'articolo, controllando allo stesso tempo che il suo portafogli sia ben sicuro (non si sa mai). Tutta la sua ansia si trasforma in incredulità man mano che i suoi occhi solcano le righe e la vostra enfasi diventa soddisfazione. In preda a una crisi isterica Leonardo scappa col giornalino, gridando: "Ho un'idea fantastica per un articolo sull'Approdo!", lasciandovi di sasso. (Avete intuito cosa sta per succedere?) Felice come un bambino di sei anni durante la sigla dei cartoni, torna a casa e si mette a scrivere uno stranissimo articolo, che sarà poi pubblicato due mesi dopo. Che fortuna aver incontrato quello strano soggetto che diceva di aver viaggiato nel tempo! Vero?

Mi raccomando, se anche la vostra scuola ha un giornalino scolastico scriveteci una mail a radioimmaginaria@gmail.com e la prossima volta leggeremo sicuramente il vostro! Ci sentiamo la prossima settimana, ciaooooo