Cioè nel senso
L'ho letto su topolino
15-04-2020 • Detective • di Marco R
Bella rega! Questo è "Cioè nel senso" lo spazio di Radioimmaginaria interamente dedicato ai giornalini scolastici. Allora funziana così: ogni settimana selezioniamo un giornalino scolastico tra tutte le scuola d'Italia e vi facciamo leggere qui sotto l'articolo che ci è piaciuto di più.
Questa volta abbaimo deciso di scegliere Weiliero, il giornalino del Liceo Simone Weil di Treviglio (BG)

L'articolo si chiama "L'ho letto su topolino" e l'ha scritto Marco
Sono innumerevoli gli episodi in cui il settimanale a fumetti "Topolino" è stato sminuito e snobbato, anche da politici, giornalisti e uomini di cultura, come una lettura infantile, in cui tutto finisce a tarallucci e vino. In verità, basterebbe solo sfogliare un qualsiasi albo Disney per capire che non è così. Ogni singolo personaggio, infatti, dispone di una caratterizzazione psicologica accuratissima, spesso mutata nel corso degli anni o secondo una precisa interpretazione di un determinato autore. Ma, se si parla di fumetto Disney, non si possono non nominare le grandi parodie.

Film, romanzi e opere teatrali hanno avuto la propria rivisitazione in chiave disneyana, alcune comiche, altre più seriose.La più famosa è certamente "L'Inferno di Topolino", edita nel 1949, nella quale l'autore, Guido Martina, affianca ad ogni vignetta tre versi, rigorosamente in endecasillabi, rifacendosi al capolavoro di Dante. Il punto forte di quest'opera è che non viene trattato tutto all'acqua di rose, ma si mantiene la stessa durezza di quella originale, ovviamente riadattando il tutto a misura di bambino.
Valorizzano l'opera i disegni di Angelo Bioletto, particolarmente a suo agio con diavoli e ambienti infernali. Restando nell'ambito delle parodie, stavolta in ambito cinematografico, capisaldi del genere sono "Topolino, Minni in: Casablanca" di Giorgio Cavazzano e "Topolino presenta: La strada", ispirata all'omonimo film di Fellini, sempre disegnata da Cavazzano, ma su testi di Massimo Marconi. Si dice che la parodia fu fortemente voluta dal regista stesso.


Il fumetto Disney, però, non si è limitato a parodiare grandi capolavori; a sua volta ha sfornato grandi opere contenenti messaggi più maturi e impegnati, ma sempre comprensibili per il pubblico di riferimento. Qualche esempio? "Ciao Minnotchka" (1992), di Scarpa, in cui emerge una critica, neppure troppo velata, all'appena crollato regime comunista, o "Tutto questo accadde domani" di Casty, focalizzata sul ruolo del dittatore nella società oppressa. In "Paperinik il diabolico vendicatore", invece, viene presentata l'immagine della rivalsa sociale dei deboli contro i forti, allegoria di una società dinamica, in un'Italia ancora influenzata dai moti sessantottini. Insomma, il fumetto Disney è certamente indirizzato ai bambini, ma ha l'unicità di presentare diversi piani di lettura che gli consentono di farsi amare sia dai più piccoli sia anche dagli adulti.

Mi raccomando, se anche la vostra scuola ha un giornalino scolastico scriveteci una mail a radioimmaginaria@gmail.com e la prossima volta leggeremo sicuramente il vostro! Ci sentiamo la prossima settimana, ciaooooo

Whoops..

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