Harley Quinn
Il cartone anche per grandi
20-04-2020 • Nerd • di Luna
Diciamocelo io non sono una tipa da cartoni animati. Quando mia sorella li guarda cerco sempre di stare almeno a una balenottera azzurra di distanza. È più forte di me, io l'umorismo per bambini ho cominciato a reprimerlo verso la quinta elementare. Ho provato anche a guardare I Griffin, I Simpson e produzioni simili perché definite "da grandi". Niente vi giuro. Ma devo ricredermi.

Qualche settimana fa ero su YouTube invece di studiare, fatto sta che vedo un video tratto dal cartone Harley Quinn. 1 stagione, 13 episodi, uscita nel 2019. Altri due episodi usciti nel 2020. Produzione DC e Warner Bros leggermente di nicchia, neanche tradotta in italiano. Dato che avevo finito ossigeno e serie tv da qualche giorno decisi di provare a guardare questo cartone animato.
Harley Quinn tratta di questa ragazza, Harley, che come nei fumetti ha avuto una relazione con il clown sociopatico Joker. Dopo che viene imbrogliata da quest'ultimo e catturata da Batman da vera persona ragionevole cerca di fare di tutto per non guardare in faccia alla realtà e capire che il Joker non la ama più. Ma lei non è una "persona ragionevole" perché come per esempio nei film (in cui il personaggio di Harley Quinn è interpretato da Margot Robbie) è un po' pazza e propensa alla violenza. Mentre si trova in carcere simpatizza con Poison Ivy, una ragazza che riesce a controllare la flora ma è molto introversa e odia il genere umano. Quando evade di prigione con la sua nuova amica decide di farla pagare al Joker, diventando il cattivo più popolare e temuto a Gotham. Questa serie mostra proprio come una tipa un po' pazza come Harley riuscirà a costruire il suo piano per raggiungere il suo scopo.
Fin qui tutto bene ma bisogna dire che questa serie tv ha alcuni effetti collaterali che possono rendere migliore o peggiore la narrazione a seconda dello spettatore. Il linguaggio utilizzato è peggio di quello di un camionista rumeno ubriaco (non che io ce l'abbia con i camionisti rumeni). Non ho mai sentito in un cartone animato ma anche in una produzione di piccolo schermo, così tante parolacce. Di certo non è una serie per bambini. Il linguaggio un pochino pochino scurrile rende a parer mio il tutto molto divertente. Secondo punto: c'è tanta violenza. Nonostante il sangue sia finto e fatto al computer, Harley e la sua cricca di cattivi di secondo livello menano molto. Una serie tv con protagonisti veri e un'ambientazione del genere sarebbe come minimo un PG13, ma in cartone il fatto che si vede meglio che tutto non è reale rende la violenza meno suscettibile.
Le doppiatrici (americane) sono state davvero brave e quasi non si nota che è un cartone animato perché le voci sono perfettamente costruite per ogni personaggio. Poi il look è molto moderno e per fortuna perché di dover guardare Harley con la stessa tuta rossa e nera di Arlecchino ogni volta fin dagli anni '60 mi sarebbe scocciato. Comunque per quanto sia un cartone animato prevalentemente con lo scopo di divertire è bello che ci sia un messaggio al suo interno. Penso che la regia abbia voluto inserire il linguaggio scurrile e la violenza (non da ribrezzo, però sia chiaro) in un cartone per creare qualcosa di nuovo, innovativo e "contro il sistema".
La serie ha voluto mettere sotto luce il fatto che a Gotham essere cattivi è uno show. Ci sono addirittura programmi televisivi che invitano i supercriminali per interviste e giochi, proprio come si farebbe con una celebrità. La società si è messa una maschera e per questo la genuinità di Harley e Ivy viene vista come qualcosa di maligno. Lei non è un vero cattivo ma neanche un vero eroe, lei è Harley, è se stessa e alla gente non piace perché vorrebbe tutto o bianco o nero. O appartieni ad una categoria o a quella opposta. E Harley Quinn anche con i suoi problemi mentali farà capire a tutti che lei è felice perché è quello che è: pazza, fuori dagli schemi, scurrile e un antieroe.