L'indie è ancora indie?
27-02-2020 • Pop • di Viola
DISCLAIMER: ascoltatevi letteralmente quello che vi pare. Questo articolo era solo per fare chiarezza su una parola stranissima e che ha perso il significato originale in questi ultimi anni. Enjoy!

Bella regaz! La mia anima musicale, negli ultimi 2 anni, è stata colpita da un nuovo genere scoppiato con artisti come Calcutta, Carl Brave e altri cantanti o gruppi con nomi così strani che pensi che li abbiano creati mentre erano ubriachi, probabilmente. Sto parlando del famigerato "indie" o "itpop", chiamatelo come volete. Quello di cui sono sicura è che molti di voi abbiano cantato almeno una
volta "Paracetamolo" di Calcutta a squarciagola con il proprio gruppo di amici (me compresa, più volte). Fatto sta che questo genere nasce agli inizi degli anni 2000 con gruppi come i Baustelle, ma tra il 2015 e il 2018, con i suoi due album, Calcutta fa parlare di sé con brani come "Cosa mi manchi a fare", "Paracetamolo" e anche "Orgasmo". E lì si parla di fenomeno INDIE.
Carl Brave e Franco126 fanno uscire un disco nel 2017 chiamato "Polaroid" con sonorità trap? Anche questa uscita verrà catalogata come INDIE. Gazzelle fa un album lo stesso anno e succede l'identica cosa. In quei tre anni vengono "scoperti" un numero di artisti e band impressionante, tutte etichettate come indie. Ma cosa vuol dire indie??? Domanda lecita e che almeno una volta un vostro amico o anche un familiare (momento più imbarazzante) vi ha fatto e che mi sono fatta varie volte anche da sola, perché un anno dopo dal boom di quegli artisti non ci capivo veramente più niente.
Indie, per tutto quello che vi ho raccontato sopra, identifica un genere interno al panorama italiano che ha delle caratteristiche musicali (la costruzione del brano, la sua produzione, i testi etc.) nuovi rispetto alla musica italiana fino a pochi anni prima. In questo genere molti testi parlano della quotidianità, dei sogni, della malinconia e delle delusioni dei millennial.
Per esempio, Carl Brave e Franco126 hanno basato i loro album sullo descrivere le esperienze con lo sfondo della Roma notturna. Però l'indie non nasce così. L'indie nasce negli anni '70 in America ed era una caratteristica più che un genere. L'essere indie, nel mercato discografico, significava essere indipendenti, nonché fare parte di una etichetta che non si legava ai grandi marchi e alle logiche industriali di vendita (Universal, Sony etc.) oppure adottare l'idea del DIY (Do It Yourself), cioè fare tutto da soli.
In America l'idea dell'essere indie in questo modo c'è ancora. All'estero vengono usati termini come "bedroom-pop" (pop fatto in cameretta), "indie-pop" o "alternative", che sono dei buoni sinonimi al termine indie inteso in Italia (artisti consigliati: Rex Orange County, BROCKHAMPTON, Tame Impala. tutti sotto grandi marchi ma nati indipendenti). L'essere indipendenti in Italia c'è ancora, con artisti che non hanno ancora molta notorietà e continuano a scrivere e comporre musica per un ristretto gruppo di pubblico (consigliati: Altre di B, Colapesce, Fast Animals and Slow Kids).

Forse i più informati di voi, leggendo questo articolo, diranno: "Ma Gazzelle e altra gente sono sotto etichette indipendenti"... sì, ma anche no! Molti di loro sono formalmente all'interno di un'etichetta indipendente che quest'ultima, per conseguenza del successo dei loro artisti, ha stretto accordi di distribuzione (dischi nei negozi, pubblicità) con i grandi marchi. E lì, teoricamente, il termine originario "indie" muore. Sostanzialmente quello che rimane è l'estetica e l'atteggiamento indie.
Per ricapitolare, per noi ragazzi l'indie è un genere ma anche un modo di vivere la nostra quotidianità (vestirsi in un certo modo, comprare vinili..); dobbiamo essere anche consapevoli che l'industria musicale, la moda e tanti altri settori l'hanno utilizzato per "sfruttare la moda" (fate un piccolo
gioco: notate quante pubblicità televisive sono indie e che mirano a noi giovani con questo "stile").
[Che fatica questo articolo. Mi sembra quasi un piccolo Beautiful musicale.]

Con questa piccolo contributo volevo aiutarvi a capire lo strano mondo dell'industria musicale e quello che c'è dietro questo gener... vabbè, dietro questo concetto. Avete capito. Ma alla fine non c'è una cosa giusta o sbagliata, la musica cambia sempre a seconda di come la vediate. Apprezzatela sempre regaz, è sempre un mondo magico.

Whoops..

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