Pay to win
17-02-2020 • Nerd • di Lorenzo L
Hello there! Attualmente dovrei tener d'occhio due-tre marmocchi ma sono noiosi... quindi ora mi distraggo un attimo scrivendo sta roba nella speranza che accada qualcosa di interessante nel mentre: per sicurezza ho lasciato tutti i coltelli sul tavolo, le medicine direttamente nei bicchieri e un bel po' di lego sul pavimento. Per divertimento potrei sempre fare in modo che queste cose accadano con certezza e immediatamente: fargli bere i coltelli a forza, metterli sulle medicine oppure pugnalarli con i lego... o qualcosa del genere...

Il problema sarebbe che a quel punto sarebbe direttamente colpa mia e non solo "accidentalmente" colpa mia... così però dovrei andare incontro a numerose sanzioni, in sostanza avrei dovuto pagare per il mio istantaneo divertimento, quando avrei potuto ottenere lo stesso risultato con un po' di pazienza. Ecco questo è il principio dietro ai giochi Free To Play. Prego.
Ok, forse non si è capito nulla... è che fare il babysitter alimenta la mia fantasia. Però la sostanza del Free To Play è questa: videogioco che permette ai giocatori di fruire dei prodotti base (o comunque di buona parte di essi) gratuitamente, con la possibilità di sbloccare contenuti e funzionalità extra a pagamento (ty Wikipedia). L'unico obbiettivo di questi giochi è farti desiderare tutto quello che non puoi avere perchè sei povero... certo basta essere una persona forte, essere pazinete e piano piano raggiungerai i tuoi obiettivi ma L'UOMO CHE CERCO IO NON SEI TUU! Scusate mi è salito il Li Shang delle 21 e 32.
Spesso questi sono i primi giochi con cui un ragazzino si approccia (almeno nel mio caso... Gladiatus ti ho odiato) e spesso è difficile che a 10 anni (true story) aspetti 9 minuti per uccidere uno stupido lupo. Butti subito via le gemme "regalate" dal gioco e ti si pone davanti una scelta: shoppare (chiedendo ai tuoi genitori sapendo di essere un pezzo di merda) oppure mandare tutto a quel paese... ed è proprio questo che, secondo me, rende i giochi F2P ("free to play" detto in maniera figa) molto difficili da realizzare. Devi fare in modo che ci sia interesse nel giocarlo e fare in modo che il giocatore sia invitato sempre a comprare qualcosa, senza però costringerlo mai a farlo.
Credo che la migliore in questo campo sia la Supercell che con i suoi giochi per mobile è riuscita a raggiungere un buon equilibrio tra invidia, attesa e il "bisogno" di shoppare. Tendenzialmente chi è veramente bravo può scalare la classifica senza spendere un euro, specialmente in Brawl Stars.

Comunque per chi è interessato ora sto giocando a Nostale. Ecco questo è l'opposto dei giochi della Supercell... a parte la tipologia di gioco (Nostale è un MMORPG per PC) se non shoppi non sono gli altri giocatori a farti sentire una merda, è quasi il gioco stesso che ti deride... Quindi l'alternativa allo shoppare è quella di spenderci ore e ore.... e ore... e ore... oppure trovare un bot online, fare i big money e fanculo i player che ci spendono milioni :P. Sì, è immorale, sì sono già stato bannato numerose volte ma non c'è niente di più soddisfacente nelle mia vita che questo ultimamente... il che la dice molto su come sta andando ultimamente eheh ... eh ... ehhh già. Ciao.

Whoops..

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