Sanremo2020: Rancore - L'intervista
07-02-2020 • Pop • di Sara S
Ragazzi Sanremo durante il Festival è un luogo magico, in cui accadono cose come parlare con Rancore dal divano del suo hotel. Speriamo che questa intervista vi faccia provare almeno un po' dell'emozione che abbiamo provato noi, incredibile!
Geck: "Ciao ragazzi eccoci tornati! Siamo ancora qui, al Festival di Sanremo, con un ospite d'eccezione che èèè"

Rancore: "Rancore!"

Geck: "Ciao Tarek, allora abbiamo preparato delle domande per te, però la cosa strana è che ci abbiamo messo tipo un'ora a preparare le domande per te, perché c'era chi interpretava Eden, il pezzo che porti al Festival, in chiave ambientalista e chi come una crescita, una formazione. Quindi chi è che ci ha azzeccato?"

Rancore: "Tutti! Nel senso che la canzone, un po' come tutte le canzoni che scrivo, ha più livelli di interpretazione. Chiunque ascolti può trovare qualcosa di diverso, non solo al primo ascolto, ma è bello che ogni ascolto sveli e faccia fiorire altri concetti. Quindi sono molto contento che tu mi dica così, perché significa che la canzone è riuscita a fare quello che doveva fare, quindi creare anche una discussione. Tutti hanno ragione e.... e avrei continuato "e nessuno" ma in realtà no, hanno semplicemente tutti ragione! Nel momento in cui una frase scritta non ha solo 2 significati ma anche 3, 4 volendo, nel momento in cui ci sono tanti link nella canzone per ripercorrere tutta la storia dell'uomo è un bene che ci siano anche questi dubbi che tu mi poni"

Rancore: "La canzone parla di tante cose, parla di scelte, parla di unione, divisione, del pianeta Terra, parla della crescita, dell'Eden inteso anche come fanciullezza. Parla della situazione che stiamo vivendo adesso, sia fuori sia dentro"

Geck: "A proposito della crisi climatica, tu sei più ottimista o pessimista? Pensi che la tecnologia ci potrà aiutare molto in questo?"

Rancore: "La tecnologia è un mezzo, se utilizzato bene può portare delle cose positive, se utilizzato male negative. Sicuramente la nostra evoluzione tecnologica ci aiuta per alcuni aspetti, ma in questo momento in cui non c'è tanta educazione sui mezzi virtuali siamo tutti un po' spiazzati; abbiamo tantissimi mezzi per comunicare ma non comunichiamo, o per lo meno non sappiamo più il motivo per il quale bisogna comunicare. Ci stiamo confondendo, secondo me è anche colpa della tecnologia, nonostante sia anche un mezzo bellissimo che potrebbe portare grandi cose e risolvere grandi problemi. Secondo me ha ancora tanto da imparare l'uomo nel suo approccio alla tecnologia, e soprattutto la tecnologia si può evolvere ancora in modi che non ci aspettiamo. Perchè ci sono materiali che in natura hanno un potere, delle magie... come dire, anche questo cellulare ha dei materiali presi comunque dalla natura, e ce ne saranno ancora tanti che utilizzeremo nel corso della storia... chissà cosa succederà, magari altri materiali porteranno ad altri utilizzi della tecnologia e ad altre conseguenze, positive speriamo"

Matia: "Abbiamo visto che nella scaletta del Festival ci sono solo 3 rapper, eppure è il genere che si ascolta di più in questo periodo. Pensi che i grandi non abbiano capito il genere o semplicemente i rapper e il Festival non vadano d'accordo?"

Rancore: "Oddio in realtà il fatto che ce ne sono 3 mi porta a pensare che rispetto ad altri anni sia ancora più dentro alla musica italiana. L'Italia a parer mio ha capito il rap nel momento in cui si è divulgato come negli ultimi anni, il rap è anche un linguaggio nuovo e porta a delle discussioni, che poi è anche lo scopo del rap. Per me dipende anche dalle persone, ce ne sono alcune più preparate e altre meno perchè magari provengono da un ascolto diverso. Però la mia speranza è che nel tempo questi linguaggi vengano sempre di più compresi, accettati e utilizzati anche"

Matia: "Adesso noi come Radioimmaginaria ti facciamo una domanda da parte di Fridays For Future, il movimento dei ragazzi per la difesa del pianeta. Chiedono, siccome il rap è uno dei generi più ascoltati dai ragazzi, credi che i rapper dovrebbero usare la loro musica per diffondere anche messaggi pro ambiente?"

Rancore: "Io credo che nessuno debba fare niente, l'unica cosa che devi fare è qualcosa che a te piace, che secondo te porta a un'evoluzione, a una discussione, a mettere in dubbio le cose, che è una cosa che secondo me la musica deve fare sempre. Sicuramente se ci fossero più tentativi nelle canzoni di portare un certo tipo di temi, cercando di affrontarli in maniera non scontata, cercando di dare una visione più complessa della situazione, cosa che la musica può fare, perchè la musica porta all'utilizzo delle parole in un modo particolare e puoi dire cose che in altre forme di linguaggio puoi dire. Può essere una cosa molto bella, non obbligatoria però perché le cose devono venire in modo naturale, spontaneo, ci devi credere. Quindi è bello quando lo fa qualcuno che ci crede"

Geck: "Tarek tu parlavi di comunicazione tra il rap e il mondo della musica tradizionale possiamo dire, ma invece, al contrario... questa qui è la terza volta che vieni sul palco dell'Ariston"

Rancore: "La seconda"

Geck: "Contando anche il Tenco la terza"

Rancore: "È vero, bravo"

Geck: "Quando torni al Tufello cosa ti dicono i tuoi amici?"

Rancore: "Te devo dire la verità, io non è che esco tanto, certo quando torno qualche amico lo incontro o sarei matto. Mi dicono che da un parte gli sembra normale e dall'altra gli sembra assurdo, vivono un po' questo bipolarismo emotivo nei confronti della mia presenza in questi contesti. Però credo che anche questo sia bello. Sono un personaggio complesso per stare in determinati ambienti, è obiettivo, vengo da tutt'altro, vengo dal rap sotto terra. Però una delle mie passioni è aumentare il livello di complessità, ed è bello farlo nei luoghi dove tutto è pensato per essere usufruito subito, provo un po' a creare una situazione di sabotaggio tramite i testi che scrivo, il mio modo di comunicare non sempre è lineare, a volte sembra un codice. Ma un codice che chi mi conosce e riesce a entrare in questo mondo comprende, e magari si diverte anche

Geck: "Sì parlo per esperienza! "

Rancore: "Grande!"
Matia: "Ora ti chiediamo le 3 canzoni che metteresti in una playlist a tema ambiente"

Rancore: "Eh.... C'avemo 20 minuti? Eh direi Wonderful World, Imagine e...."

Matia: "Oooooooooooh"

Geck: "Ci mettiamo Eden dai"

Rancore: "Eden! Te lo stavo per dire, Eden"

Geck: "L'ultima cosa che ti chiediamo, Eden comunque è un titolo particolare che non vedo in linea con i titoli della tua discografia. È un indizio per qualche progetto futuro?"

Rancore: "In realtà no, è il primo fuoco di un progetto di scrittura che ho iniziato nell'ultimo periodo e in cui mi son sentito di raccontare come prima cosa Eden. È un piccolo tassello di un mosaico in realtà molto più complesso. Hai ragione sì che è un titolo insolito ma manco tanto perché mi ricordo che quando uscii con il titolo Eden e l'immagine di me con una mela in mano mi è arrivato un messaggio che diceva quasi tutte le citazioni che ho messo nella canzone. E il testo non era ancora uscito, mi ha stupito, mi sono detto "ma come ha fatto?", però se ci penso sono anni che creo un codice, già in Musica per bambini era così. Probabilmente questo codice inizia ad essere comprensibile ancora prima che io lo dica, che esca fuori. Quindi non è così assurdo il titolo Eden, nonostante sia una parola ed è la prima volta che faccia un titolo di questo genere, ma è anche figo cambiare la forma con cui uno fa le cose. Però il codice resta quello e chi mi conosce ha subito capito cosa voglio raccontare. È una parola che racconta tanto, per questo ho scelto di utilizzarla come titolo."

Geck: "Tarek grazie mille per questa intervista, è stato un piacere"

Rancore: "Piacere mio, è stato un onore, ciao"