La bilancia
Guardian e la Brexit
06-02-2020 • Eco • di Ludovica Luvi F
Non è grave come sembra. O forse sì.

È passata un'altra settimana e siamo tornati con gli aggiornamenti sul clima! Questa è "La Bilancia" e qui leggerete una buona notizia e una cattiva notizia sulla crisi climatica. Iniziamo?

Quale volete per prima? Quella buona o quella cattiva?
BUONA NOTIZIA

Spesso ci chiediamo che cosa possiamo fare nel nostro piccolo per essere più sostenibili e anche se qualche volta ci sentiamo un po' inutili, ogni piccolo sforzo conta. Abbiamo parlato di qual è il modo giusto per fare informazione riguardo al cambiamento climatico a Teen Parade, e il giornale inglese Guardian nel 2019 fa ha fatto il "Guardian Climate pledge" dichiarando di volersi impegnare per avere un ruolo guida nel raccontare la crisi climatica. Da allora c'è una sezione dedicata solo all'ambiente, alla crisi climatica e all'inquinamento.

E di nuovo il Guardian ha alzato l'asticella per tutti, perché dai a parte raccontare come stanno le cose cosa può davvero fare un giornale per essere più sostenibile? Beh, per esempio rifiutare qualunque tipo di pubblicità da parte di compagnie petrolifere. Il Guardian ha detto di voler ridurre il proprio impatto ambientale e avere zero emissioni entro il 2030. Sembra una cazzatina, ma in realtà i soldi che ricevono dalla pubblicità sono il 40% dei loro guadagni, e rinunciare a una fetta di questi è una cosa molto importante per un giornale.
CATTIVA NOTIZIA

Siamo ufficialmente a Febbraio e come tutti abbiamo saputo, il Regno Unito è ufficialmente fuori dall'Unione Europea. A parte che tra un po' (non prima del 2021) non ci basterà più la carta d'identità per andare in gita a Londra, questo vuol dire che tutti gli accordi che erano stati presi (di qualunque tipo) quando l'Inghilterra era in UE ora dovranno essere modificati. Anche gli accordi che ci sono per proteggere l'ambiente.

Quindi senza queste leggi che erano state applicate anche al Regno Unito, siccome era in UE, ora potrebbero mancare. E questo potrebbe mettere a rischio la natura inglese. Qui per leggere nei dettagli.