La bilancia
Plastica nel mare e predizioni per il futuro
06-02-2020 • • di Ludovica Luvi F
Non è grave come sembra. O forse sì.

È passata un'altra settimana e siamo tornati con gli aggiornamenti sul clima! Questa è "La Bilancia" e qui leggerete una buona notizia e una cattiva notizia sulla crisi climatica. Iniziamo?

Quale volete per prima? Quella buona o quella cattiva?
BUONA NOTIZIA

Diciamo che questa è sia una buona che una cattiva notizia, in base a come la guardi. Riguarda uno studio che essenzialmente restringe la quantità di probabili scenari climatici del futuro. In pratica questo studio fa sapere che lo scenario peggiore e quello migliore, per quanto riguarda il clima, sono entrambi poco probabili. Questa notizia semplicemente "rassicura" che gli scenari climatici catastrofici che ci immaginavamo per il futuro sono meno probabili di quello che pensiamo.

Zeke Hausfather, uno degli autori dello studio, ha detto: "Se ci stavamo preparando al peggio, il peggio adesso è un po' meno probabile".
CATTIVA NOTIZIA

Sembra che la quantità di rifiuti di plastica che viene gettata nell'oceano triplicherà nei prossimi 20 anni. Anche se i governi prendessero la drastica decisione di usare solo alternative alla plastica e mettere delle restrizioni su di essa, questo diminuirebbe la quantità di rifiuti di poco meno la metà di quello che è adesso (del 7% fino al 2040).

In più una volta che la plastica è in mare ci rimane praticamente per sempre e crea un sacco di problemi legati alle microplastiche. Quello che potrebbe fare una differenza sarebbe migliorare la raccolta differenziata, riciclare più rifiuti e investire in materiali alternativi alla plastica. Costerebbe 150 miliardi di dollari per i prossimi 5 anni a livello globale, contro i 670 mld che si spendono/spenderebbero tra oggi e il 2040 in tecniche di gestione dei rifiuti poco efficienti.

Animazione di Asia Renna