Chirurgo a 18 anni
15-01-2020 • Detective • di Marco R
Ci sono tantissime persone come me che non sanno cosa fare della propria vita, o meglio hanno una vaga idea ma non sanno come realizzarla. Io non ci ho mai fatto caso e mi sono sentito sempre molto bene, il problema è che quest'anno finirò il liceo e si sta avvicinando sempre di più il momento in cui mi tocca scegliere qualcosa. Il punto è che oggi un mio compagno di classe ha ricordato a tutti che alla nostra età Kylian Mbappè segnava 2 gol in semifinale di Champions, io mi sono guardato e ho pensato che per fare qualcosa di grandioso o comunque di importante bisogna iniziare a lavorarci già da adesso.

IL MONDO MI E' CROLLATO ADDOSSO. Sta roba non va assolutamente bene perchè con tutte le cose che devo fare non ho proprio il tempo di pensare al mio futuro e mi sto ritrovando a scegliere qualcosa senza sapere nè cosa sia nè dove possa trovarla. Per cercare di muovermi in questo casino ho deciso di scegliere la mia guida. E' lui.
Si chiama Giuseppe, ha 19 anni e tutte le ragazze dovrebbero innamorarsi di lui perchè è davvero un gran figo (non parlo della sua cravatta ma delle cose che ha realizzato). La sua storia mi fa impazzire e per questo ho deciso di raccontarvela. Fin da quando è piccolo sogna di diventare chirurgo e per evitare di studiare per i test di medicina nel 2015 ha creato uno stent pericardiaco capace di ridurre i rischi post operatori dei pazienti.

Io non ci capisco assolutamente nulla ma a quanto pare deve essere una gran cosa perchè dopo avere vinto la medaglia d'oro alle Olimpiadi internazionali dei Progetti Scientifici e l'European Union contest for young scientists è stato inserito nella lista delle 100 Eccellenze Italiane. Come se non bastasse sa anche cucinare, la sera lavora in pizzeria per pagarsi la benzina da Taranto (dove vive) a Lecce (dove da più di tre anni collabora con l'equipe medica del dottor Luigi Specchia) e udite udite VA ANCHE A SCUOLA! Voglio vedere cosa gli dice la prof quando lo interroga sull'apparato cardiocircolatorio...
Tutto bellissimo eh, però esiste un altro lato della medaglia. Se è vero che essere così bravi in qualcosa è mooolto difficile, è anche vero che esistono tantissimi ragazzi come noi dai 15 ai 29 anni che non studiano, non lavorano e non seguono nessun percorso formativo. Sono stati etichettati con il nome di "NEET" e la situazione è più grave di quanto possa sembrare.

In Europa la percentuale media di Neet è del 12,5% e l'Italia purtroppo è la nazione con il tasso più alto, una media del 24% che nel meridione arriva a toccare addirittura il 34%, un problema grandissimo che in altre parole tocca 1 giovane italiano su 4. Pensare che potrei diventarlo anche io mi spaventa tantissimo. N E E T, così in grassetto, come se fosse un'etichetta fluo, scritta a caratteri cubitali sulla fronte o una malattia incurabile, tipo una depressione che ti risucchia e ti porta a non fare più nulla. Esiste una cura?
Ma allora qual è il problema? E' questo che non riesco proprio a capire, che cosa bisogna fare per riuscire a realizzarsi? Da una parte le 100 eccellenze italiane, dall'altra 2.000.000 di ragazzi che non fanno nulla e aspettano costantemente una possibilità, e più passa il tempo più perdono la speranza. Quindi cosa devono fare sti Neet? Basta solo avere una passione oppure bisogna davvero essere predestinati? E l'impegno? E la scuola? Sono sicuro che in mezzo a quei 2 milioni ci sia tantissima gente piena di passioni e sogni. Se riuscissimo tutti a capire chi vogliamo essere il mondo sarebbe molto più figo, abbiamo solo bisogno di qualcuno che ci aiuti a scoprirlo. Per il bene del futuro, Beppe aiutaci tu!

Whoops..

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