Reporter
A scuola in Svezia, Italia e Pakistan
Scuola secondaria di primo grado "M.L.Patrizi" di Recanati
13-04-2018 • Detective • di Hassan
Ci sono delle persone a cui non piace andare a scuola e devono farlo per forza, a me piace andarci e la mia scuola ideale è quella svedese. Sono nato in Pakistan e, prima di venire a Recanati in quinta elementare, sono stato in Svezia quasi due anni, mi piacerebbe ritornarvi, ma purtroppo non posso. In Svezia ci sono tante cose belle, ma la scuola è ciò che mi piace di più.

Mi piace perché ci sono poche materie, tra cui lo Svedese, come qui c'è l'Italiano per imparare la lingua, c'è matematica, inglese, ecc. Le materie che non c'erano, quando l'ho frequentata io, erano ginnastica e francese o spagnolo. Ma per me è come se la ginnastica ci fosse, perché c'era tutti i giorni mezz'ora di ricreazione e quindi giocavamo sempre. Potevamo giocare a quello che volevamo, come a calcio, tennis, pallavolo; durante la ricreazione si giocava solo, non la si utilizzava per mangiare. Per fare alcune materie, che non c'erano nella scuola che frequentavo, andavamo in un'altra che era lontano una decina di minuti. Le materie come musica o tecnologia prevedevano solo pratica, la teoria non c'era.
In tecnologia non si disegnava, ma si lavorava, ad esempio ci insegnavano come si fanno vestiti, il lavoro di legno e tante altre cose. Io avevo imparato come si fa un cuscino, un tavolo, ecc., è stato bello e anche divertente. In Svezia i professori e i compagni erano bravi, gentili come in Italia, gli insegnanti aiutavano e spiegavano bene. Alle medie la scuola regalava agli alunni un ipad.
In Italia i professori interrogano e in Svezia non lo facevano, non davano mai i compiti; andavo senza lo zaino perché si lasciava il materiale a scuola, i quaderni, i libri tutto veniva fornito. Si poteva andare a scuola con la bici e il sabato non si andava.

Per me in Svezia era meraviglioso, c'era libertà, potevi fare quello che volevi. Tra la scuola della Svezia e quella dell'Italia ci sono molte differenze. In Italia c'è da lavorare un po' di più, si deve studiare, fare i compiti, se non lo si fa gli insegnanti mettono una nota che devono firmare i genitori. Ci sono sia lezioni pratiche che teoriche di alcune materie. La ricreazione dura solo di quindici minuti ed è per mangiare e non puoi nemmeno uscire; per me c'è molta differenza tra queste scuole. La scuola che vorrei frequentare dovrebbe essere come quella svedese. In Italia i professori sono bravi e interrogano, sono contento che lo fanno così impariamo di più e ci può servire in futuro. Nelle scuole svedesi non si va in gita, non si sa perché, mentre in Italia ogni anno si va, si partecipa a progetti, come ad esempio i laboratori teatrali, i giochi matematici, il Giralibro, il giornalino e anche i corsi pomeridiani di recupero. Mi piacerebbe che in Italia l'ora di ginnastica fosse almeno di tre ore alla settimana e che ci fosse una mezz'ora di ricreazione e che il sabato non si andasse a scuola. Secondo me chi vedesse le scuole svedesi senz'altro vorrebbe che le scuole italiane diventassero come quelle della Svezia, in cui le persone hanno più libertà.
Le scuole del Pakistan sono molto diverse sia da quelle della Svezia sia da quelle dell'Italia.
Ogni mese alla scuola che si frequenta si devono dare almeno 150 euro perché la legge è cosi, quando non si fanno i compiti vengono date punizioni con il bastone o con gli schiaffi. Secondo me è difficile vivere là, ci sono anche tante persone che non vanno nemmeno a scuola. In Pakistan non c'è libertà di fare quello che vuoi, anche se uno sta male deve andare per forza a scuola. In Pakistan per andarci si debbono avere vestiti, scarpe e un cappello appositi che non si debbono mettere per casa.

Io vorrei che tutto diventi come è in Svezia. Vorrei che in ogni città le persone siano gentili, brave e che aiutino le altre, vorrei che tutte le scuole siano belle e che tutti siano felici di andarci.

Scritto da Hassan, redattore del giornalino Reporter della Scuola secondaria di primo grado "M.L.Patrizi" di Recanati

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