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"Non mangerò carne mai più"
Storie di sostenibilità
23-04-2019 • Innovazione • di Sara S
Ciao, mi chiamo Sara e sono vegetariana.

Ormai quando dici di essere vegetariana le persone cominciano a farsi una certa idea di te, sembra qualcosa che ti identifica non solo nell'alimentazione ma anche nella vita. Non nego che se sulla carta d'identità aggiungessero la voce "regime alimentare" sarei fiera di scrivere vegetariana e devo ammettere che a volte quando sento qualcuno pronunciare la parola vegetariano mi giro come se avessero chiamato il mio nome.
Però questa decisione così importante è alla portata di tutti, chiunque potrebbe diventare vegetariano, anche se in un primo momento può spaventare.
Dopo aver ripetuto la parola vegetariano 10 volte in 3 frasi vi dirò che è stato così anche per me e mi ci sono voluti anni prima del no a carne e pesce definitivo: ho iniziato smettendo di mangiare nei fast food, micidiali per ambiente e animali e che hanno aumentato a dismisura il consumo di carne nel mondo; dal 2012 ad oggi non ci ho più comprato nemmeno una bottiglietta d'acqua, non li finanzierò MAI MAI più!

L'idea di eliminare la carne mi attirava ma avevo paura che fosse pericoloso. Un amico un giorno mi disse di essere diventato Flexitariano, mangiava carne biologica solo una volta a settimana, perchè è la dose di cui abbiamo bisogno, e mi ha incoraggiato a provare. La scelta di iniziare con il Flexi la consiglio perchè cominci a provare giorno dopo giorno nuovi alimenti in grado di sostituire la carne e si trovano oggi anche al supermercato: legumi di ogni tipologia, cotolette di soia, cereali per la colazione rinforzati, frutta secca e persino affettati vegetali.
A scuola come spuntino oggi mi porto le noci... le noci!?! Qualche anno fa neanche mi piacevano.
Non voglio farla lunga, comunque per diventare vegetariana al 100% mi ci è voluto ancora un anno e un pescatore (peloso come pochi) che un pomeriggio ho visto seduto sugli scogli con una grande busta di plastica e un paio di forbici in mano. Da questa busta tirava fuori una pallina nera, con le forbici la apriva, guardava dentro, e poi la buttava in mare; un'altra e di nuovo apriva, guardava e buttava, e così via.
Un minuto per mettere a fuoco... erano ricci di mare!
Mio padre mi ha spiegato che rigettava quelli che non erano buoni, cioè praticamente tutti, ne avrà tenuto uno ogni dieci. Nove ricci morti invano. Per ogni riccio servito al ristorante ce ne saranno nove uccisi e che nessuno vedrà. Basta pesce, basta carne, basta qualsiasi cosa che richieda di uccidere un animale.


Una cosa che non mi aspettavo è che anche per produrre latte, uova e formaggi molto spesso gli animali pagano con la vita (vi avviso che ho allegato dei video un po' tosti).
Non vorrei però diventare vegana e ho trovato un'alternativa: nel mio quartiere c'è un signore che fa formaggi in casa, si può andare a vederlo con i propri occhi mentre gira il latte che compra dal pastore del quartiere accanto, e i latticini ormai li compriamo solo da lui. Inoltre a 200 metri hanno aperto un alveare, un'idea deliziosa che si può portare avanti in ogni dove e che vi permette di acquistare prodotti a km 0. In questo modo puoi star sicuro al 100% che vengano rispettati sia gli animali che l'ambiente.
Il mio sogno però è di riempirmi il giardino di galline e caprette :3 inoltre anche se fa un po' ridere si trovano facilmente tanti siti per adottare un agnellino a distanza, o anche un maialino per evitare che vada al macello.
Ragazzi insomma, ormai sono vegetariana da 3 anni + 1 da flexi, faccio le analisi del sangue ogni 6 mesi e sto meglio di prima, ho 20 anni e me ne danno 16, non mi sono ancora caduti i capelli anzi li ho lunghissimi, non ho le chiazze bianche sulle unghie, non ho le occhiaie... non vado oltre perchè altrimenti me la tiro da sola ma è per dire che si può stare bene ed essere pieni di energie anche da vegetariani, ovviamente con un po' di attenzione a reintegrare tutte le sostanza nutritive che con la carne o con il pesce sarebbe più facile assimilare.
Ma credo sia un sacrificio che si possa fare per il bene del pianeta, no?


E ci sono ancora così tante cose da dire! Potete scriverci a radioimmaginaria@gmail.com per conoscere anche i lati più disgustosi della questione: dalla pelle di maiale usata per rendere le caramelle gelatinose, agli scarafaggi tritati per colorare di rosso i succhi di frutta, al caglio che dall'intestino dei vitelli arriva nel parmigiano.
C'è davvero un mondo da scoprire ed è il mondo che non vediamo ma in cui viviamo... non posso che augurarmi che anche a voi incuriorisca sempre di più!
NO, NO, NO!
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