Per combattere il razzismo servono regole
Ecco le regole che servono per combattere il razzismo nello sport
14-10-2021 • Detective • di Giorgio
A chiunque sia stato allo stadio è capitato almeno una volta di sentire cori razzisti e a molti purtroppo è capitato anche di cantarli. All'inizio non ci fai nemmeno caso, soprattutto se sei un ragazzino allo stadio con i tuoi amici. Magari non capisci neanche le parole del coro e vedendo tutta la curva della tua squadra cantare all'unisono ti fa quasi venire voglia di unirti a loro gridando a squarciagola tutte le parole che il capo ultras ti mette in bocca. Quando però ti rendi conto di quello che stai cantando è troppo tardi. Ormai ti sei unito al coro e ci stai uno schifo.
La prima volta che ho sentito un coro razzista è stato ad una partita della Sanremese, la squadra della mia città che milita in Serie D; gli ululati scanditi da 2 o 3 persone verso un giocatore della squadra avversaria mi hanno rovinato il pomeriggio e dal quel momento non sono più tornato volentieri a vedere la Sanre. Non ci potrebbe essere un regolamento, come il codice della strada, per il comportamento allo stadio? Se lo rispetti bene altrimenti sei fuori.
Nelle ultime settimane i presidenti della Lega di Serie A hanno approvato misure più drastiche per combattere il razzismo negli stadi in seguito ai gravissimi episodi avvenuti nelle scorse giornate di campionato e mi auguro che servano a qualcosa. Credo che però alla base di tutto debba esserci una vera e propria educazione al tifo per insegnare a tutti, soprattutto a noi ragazzi, che non bisogna avere paura di fare la scelta giusta. I cori razzisti fanno schifo e lo sanno tutti, ma andare contro una curva intera che canta non è per niente facile...


Illustrazioni di Claudia