Cos'è Youth for Climate? Con Federica Gasbarro e Daniele Guadagnolo
Ecco perchè quello che sta succedendo a Youth for Climate è così importante
30-09-2021 • Eventi • di Redazione
In questi giorni a Milano si sta svolgendo Youth for Climate, un grandissimo incontro a cui stanno partecipando centinaia di ragazzi provenienti da tutto il mondo (tra cui anche Greta in persona) per cercare di elaborare delle proposte concrete a tema cambiamento climatico in vista della Cop 26 che si svolgerà a Glasgow dall'1 al 12 novembre.

Oggi la nostra Sofi di Milano cercherà di andare a Youth per capire bene che aria si respira, quindi se siete curiosi di sapere cosa avremo da raccontarvi restate connessi, intanto però ecco a voi un'intervista che abbiamo fatto in questi giorni a Federica Gasbarro e a Daniele Guadagnolo, due tra gli attivisti più importanti in Italia. Sentite qui cosa ci hanno raccontato!
Sassa: Ciao! Innanzitutto grazie mille a Federica Gasbarro e Daniele Guadagnolo. Potete spiegare che cos'è Youth for Climate?

Daniele: Youth for Climate secondo me è la migliore chance che abbiamo per fare qualcosa di concreto. Ci sono questi giovani, circa 400 da tutto il mondo, che stanno lavorando per creare un documento da presentare ai ministri. È una simulazione, ma il nostro obbiettivo è venire ascoltati e le nostre parole arriveranno nelle mani di persone che possono davvero fare la differenza. Posso dirti che in questi giorni c'è uno scambio incredibile di esperienze e soprattutto di buona volontà. In questi giorni ho incontrato tantissime persone che hanno diverse esperienze e parlano diverse lingue, ma sono tutti uniti verso un unico ideale, ovvero di fare qualcosa di concreto che potrà essere considerato come una sorta pietra miliare in ambito della sostenibilità.

Sassa: Cos'è che fate a Youth for Climate?

Federica: Molto semplicemente rappresentiamo la nostra generazione per la causa climatica, senza bandiere. Noi cerchiamo di rappresentare in maniera neutra tutte le realtà. Presenteremo un documento ai ministri sperando che sia uscito un ottimo lavoro e io lo spero con tutto il cuore.

Sassa: Potete farci qualche spoiler sul documento che consegnerete? Quello che avete scritto verrà realizzato?
Federica: Bella domanda. Allora, in realtà è stato molto bello perché comunque proprio come in un negoziato noi avevamo il documento proiettato sullo schermo e potevamo alzare la mano per fare degli interventi e suggerire delle modifiche, anche semplicemente una parola o un tempo verbale. E così è venuto fuori questo documento. In realtà neanche noi conosciamo per intero il suo contenuto, per il semplice fatto che siamo divisi in grandi gruppi di lavoro, che sono a loro volta suddivisi in altri sottogruppi. Posso dirti che nel mio gruppo ci occupiamo di attività per riuscire a connettere di più i giovani a livello internazionale, ad esempio con lo UNCCD. Molti ragazzi hanno insistito per creare una piattaforma che sia informale che possa fare da raccordo tra tutti ragazzi e poi da ponte con l'internazionale.

Daniele: Nel mio gruppo ci sono vari sottoargomenti, tra cui Cibo, Sport, Arte, e Moda. Io sto facendo da team leader, cioè scrivo le informazioni da mettere nel documento.

Sassa: Qual è lo scopo di tutto queste giornate?

Federica: L'obbiettivo è far prendere sul serio questo documento dai grandi della terra, quindi cercare di realizzarlo nella maniera migliore e più attuabile possibile. Noi possiamo dire in qualche modo "The world is watching" quindi il mondo sta guardando.
Sassa: Un messaggio che volete lanciare a tutti i ragazzi attivisti per continuare a combattere contro il cambiamento climatico?

Federica: Che nulla è perduto e c'è un ampio margine di manovra.

Daniele: Io sono molto sulla solidarietà quindi secondo me non bisogna demordere, magari ci sono diverse esperienze e vicissitudini che hanno segnato la vita personale di ognuno di noi, ci sono anche diversi livelli di empatia, però secondo me l'importante è agire, partire dalle piccole cose e fare un sorta di escalation, perché è partendo dalle piccole cose e incrementandole nella propria routine che si arriva a quelle grandi. Il cambiamento deve partire da noi perché se non siamo noi a promuoverlo non lo farà mai nessun altro. È tutto nelle nostre mani.

Sassa: Grazie mille ragazzi. Ciaoo.