Musica Leggerissima x Franco Battiato

Un'interpretazione un po' particolare della hit estiva che ci ricorda molto Battiato
Pubblicato da Giacomo P. il 03/05/2021
L'altro giorno ero con Camillo, un mio compagno di classe nonché il protagonista di questo articolo. Per farvi inquadrare il tipo, è altissimo, ha i capelli biondi e lunghi e viene a scuola anche a gennaio in maglietta, cargo e mocassini. Inoltre, ogni volta che lo spio su Spotify sta ascoltando Battiato, ma su questo ci torneremo dopo... In ogni caso, io e Camion (soprannome) stavamo andando a scuola e, durante un silenzio imbarazzante, se n'è uscito con: "ti spiegherò Pascal con Musica Leggerissima".
Blaise Pascal è stato un filosofo (anche un matematico, ma non ci interessa adesso) e tutto ciò che state per leggere non è minimamente accreditato. Pascal aveva introdotto il concetto di divertissement: in parole povere, le persone non tendono a guardarsi dentro, ma (con una presuntuosa accezione negativa) preferiscono cercare delle distrazioni, dei divertimenti (dal latino divertere, volgere altrove). Musica Leggerissima, secondo Cameron (altro soprannome), parla proprio della musica vista come un divertissement, uno strumento per stordirsi e non pensare alle sofferenze che accompagnano noi poveri ragazzi tristi. Nella canzone si parla infatti di cadere dentro al buco nero, metafora della depressione, e, quindi, i cantautori siciliani dipingono una società dove è rimasta solo quella strada: cerca dei piaceri e stai lontano dalla tua interiorità.
All'inizio avevo detto che Camillo ascolta molto il compianto Franco Battiato e finalmente questo dettaglio diventa importante: dai suoi sproloqui delle 7.37 ho capito che il compianto artista cercava sempre di sommare le sue melodie più "catchy" e accattivanti a testi ermetici pieni di esoterismi vari. Ok plausibile, ma la cosa divertente però è che spesso quei testi criticavano proprio gli ascoltatori medi, quelli che si pompavano quei pezzi sostanzialmente. E indovinate un po' chi si ascolta Musica Leggerissima? (Coincidenze, io non credo...)

Non è molto accreditata come teoria, ma mi ha fatto piacere darle spazio, anche per esortare voi lettori ad analizzare le canzoni. Perché lo ha detto? Cosa significa? Ha un senso? sono domande che devono diventare automatiche ogni volta che vi prendete del tempo per ascoltare la musica, specie se si parla di cantautori rinomati. Sfruttate le abilità che avete acquisito durante le ore di letteratura perse a cercare metonimie e chiasmi e diventate anche voi dei musicologi da cameretta. Dalla mia brevitas vi saluto!

Illustrazioni di Elena
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