Martina

News dall'Alternanza
Pubblicato da Charlie il 13/04/2018 in Detective
Copertina dell'articolo
Ciao ragazzi, anche oggi siamo qui per tenervi aggiornati su come sta andando l'Alternanza nelle nostre scuole.
Il nostro scopo sarebbe di raccogliere più storie possibili, non per dire che l'alternanza è giusta o sbagliata ma semplicemente per raccontare e dire come la pensiamo.
Oggi Martina, 17 anni da San Giovanni in Persiceto (BO) ci racconta la sua esperienza.
La protagonista di "Dal diario di una bambina troppo impegnata", libro che mi fecero leggere quando ancora sedevo al banco delle elementari, si chiama Martina, ha 11 anni e, come dice il titolo, è una bambina impegnatissima che vive ogni giorno cercando di sopravvivere tra la scuola, il corso di nuoto, quello di pianoforte, di inglese...
Io e Martina abbiamo tre cose in comune: il nome di battesimo, 1,55 m di altezza e il fatto di essere super impegnate. Martina (quella del libro) non ha 17 anni, non frequenta il liceo scientifico e non deve svolgere 200 ore di alternanza scuola-lavoro: fortunata lei! Scherzi a parte, bisogna ammettere che il vecchio piano didattico dei licei aveva bisogno di un percorso di iniziazione al lavoro, per fare capire a noi adolescenti come poter applicare sul campo tutto quello che studiamo (e che spesso ci sembra fine a sé stesso) e entrare finalmente nel grande mondo degli adulti fatto di scadenze, di orari da rispettare e di tantissime altre cose noiose.
Perché allora gli studenti sono scontenti?

Non posso dare una risposta univoca dal momento che l'alternanza scuola-lavoro comprende tantissime attività (dal corso di economia all'essere segretari in un ufficio), per questo voglio raccontarvi la mia esperienza.
Io e la mia classe stiamo svolgendo le ora di alternanza presso un istituto di ricerca a Bologna dove, divisi in gruppi, abbiamo lavorato nel mondo dell'agroalimentare per trovarne una soluzione ai suoi numerosi problemi. Questo percorso non è stato scelto da noi studenti ma solo dal consiglio dei professori che, nonostante questa loro decisione, continuano a lamentarsi a causa delle ore che l'alternanza toglie alla scuola. Questa percorso però fa a tutti gli effetti parte del programma e sarà anche valutato all'esame di maturità, quindi noi non possiamo trascurarlo, però contemporaneamente non riusciamo nemmeno a dedicare lo stesso tempo, le stesse energie e lo stesso impegno sia allo studio sia all'alternanza!

Per concludere, ritengo che i professori debbano metterci nelle condizioni di considerare l'alternanza scuola lavoro e il programma tradizionale come due realtà che si completano, tenendo presente che siamo ragazzi e che non vogliamo passare le nostre giornate solo tra libri e laboratori.
Questo è quello che pensa Martina e se anche voi avete qualche storia da raccontarci, volete dirci come sta andando la vostra alternanza, lamentarvi o essere felici per qualcosa...scriveteci a [email protected]!

Ci sentiamo alla prossima storia :)
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