A Genova c'è una piscina che rischia di essere mangiata dal mare. Si trova a Sturla, un quartiere affacciato sulla costa ligure, e da oltre cinquant'anni è un punto di riferimento per tantissimi ragazzi che praticano nuoto e pallanuoto. Negli ultimi anni, però, le mareggiate sono diventate una minaccia sempre più concreta per chi si allena lì.
Il problema è l'erosione costiera, un fenomeno che interessa moltissime zone d'Italia e che rischia di far scomparire interi tratti di litorale. A Sturla le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: nel 2018 una violenta mareggiata ha distrutto una delle piscine della società sportiva e nel 2023 le onde hanno danneggiato spogliatoi e impianti.
La piscina appartiene alla Sportiva Sturla, una società fondata nel 1920 che in tutti questi anni è stata una seconda casa per intere generazioni di sportivi. Ed è proprio da alcuni ragazzi cresciuti qui che è nata un'iniziativa per provare a proteggerlo.
Si chiama Genova Ocean Agorà (GOA) ed è un progetto sviluppato a partire dal 2020 grazie all'impegno di un gruppo di ragazzi, tra cui il nuotatore agonista e ricercatore Nicolò Di Tullio. L'obiettivo è difendere il litorale coinvolgendo chi lo frequenta ogni giorno, a partire da nuotatori, surfisti, associazioni sportive, cittadini e ricercatori universitari.
Si chiama Genova Ocean Agorà (GOA) ed è un progetto sviluppato a partire dal 2020 grazie all'impegno di un gruppo di ragazzi, tra cui il nuotatore agonista e ricercatore Nicolò Di Tullio. L'obiettivo è difendere il litorale coinvolgendo chi lo frequenta ogni giorno, a partire da nuotatori, surfisti, associazioni sportive, cittadini e ricercatori universitari.
Prima di tutto si studia il comportamento del mare. In collaborazione con l'Università di Genova, i ragazzi hanno sviluppato un sistema di monitoraggio che permette a chiunque di fotografare la spiaggia da postazioni prestabilite. Le immagini vengono analizzate dai ricercatori per capire come cambia la linea di costa nel tempo. Gli sportivi partecipano inoltre a giornate di raccolta dei rifiuti, iniziative di sensibilizzazione e attività dedicate alla biodiversità marina.
Il progetto più ambizioso di GOA, però, è la realizzazione di una barriera artificiale sommersa, costruita con materiali compatibili con l'ecosistema, capace di ridurre la forza delle onde prima che raggiungano la costa. La particolarità è che questa struttura potrebbe anche creare onde adatte al surf. L'idea è trasformare un problema in un'opportunità, proteggendo la spiaggia e rendendola ancora più adatta alla pratica degli sport acquatici. Per ora si tratta di una proposta, non di un'opera già realizzata.
Da questa esperienza è nato anche un cortometraggio, si intitola "Vento de Mà", diretto da Francesco Martinuzzi, che a Genova è nato e cresciuto, e Andrea Giudici ed è stato presentato in anteprima giovedì 8 ottobre al Pianeta Mare Film Festival di Napoli, il festival cinematografico internazionale dedicato al cinema marino.
Il film è stato realizzato con il sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo, per dare la possibilità a giovani filmmaker under 35 di raccontare questa storia. Attraverso le immagini delle spiagge e del mare di Sturla, il documentario mostra come un gruppo di ragazzi sia riuscito a trasformare la passione per lo sport in un impegno concreto per l'ambiente.
Quella di Sturla però è una storia che potrebbe diventare un esempio per tanti altri ragazzi. L'Italia ha oltre 8.000 chilometri di coste e sono moltissimi i luoghi minacciati dall'erosione. Frequentare un territorio significa anche conoscerlo, accorgersi dei suoi problemi e provare a risolverli, coinvolgendo chi ha le competenze per farlo. I ragazzi di GOA stanno dimostrando a tutti che il mare si può difendere anche facendo sport.
Quella di Sturla però è una storia che potrebbe diventare un esempio per tanti altri ragazzi. L'Italia ha oltre 8.000 chilometri di coste e sono moltissimi i luoghi minacciati dall'erosione. Frequentare un territorio significa anche conoscerlo, accorgersi dei suoi problemi e provare a risolverli, coinvolgendo chi ha le competenze per farlo. I ragazzi di GOA stanno dimostrando a tutti che il mare si può difendere anche facendo sport.