In Sicilia la scuola è iniziata più tardi per colpa del caldo

Le nostre scuole sono pronte ad affrontare il cambiamento climatico?
Pubblicato da Daniele il 23/09/2026 in Pop
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A inizio settembre di solito il problema per noi ragazzi è uno solo: non avere nessuna voglia di tornare a scuola. In Sicilia però quest'anno è successo qualcosa di diverso: in alcuni comuni della provincia di Siracusa, come Pachino, Rosolini e Noto, gli studenti sono tornati in classe il 21 settembre, perché con temperature che arrivavano oltre i 40 gradi non sembrava proprio il momento giusto per riaprire le scuole.
A prima vista potremmo anche pensare che si tratti solamente di una settimana in più di vacanza, cosa c'è di male? Il problema è che dietro questa storia c'è un dato abbastanza assurdo: in Sicilia solo circa l'11% delle scuole ha un impianto di climatizzazione. Quindi non stiamo parlando soltanto di qualche giorno di scuola saltato, ma di migliaia di ragazzi che quando fuori ci sono 40 gradi devono comunque stare ore dentro un'aula cercando di seguire una lezione.
E non è un problema solo del nostro paese. In Francia, durante le ondate di calore di settembre, alcune scuole hanno modificato gli orari o sono state chiuse temporaneamente per proteggere studenti e personale, mentre in Spagna si è pensato di intervenire direttamente sulle strutture. A Barcellona, per esempio, sono stati stanziati 100 milioni di euro per rendere più fresche circa 170 scuole e centri educativi con l'obiettivo di migliorare le aule entro il 2030.
La cosa strana è che noi ragazzi siamo ormai abituati a sentir parlare del cambiamento climatico come di qualcosa che succederà "un giorno". Ma quel giorno, forse, è già arrivato: se il caldo è abbastanza forte da farci cambiare il primo giorno di scuola, allora non è più qualcosa che vediamo soltanto nei telegiornali.
E forse la domanda non è se dobbiamo andare a scuola quando fa troppo caldo, ma perché continuiamo ad evitare il problema, immaginandoci un clima che non esiste più. Perché alla fine siamo noi a stare quelle cinque o sei ore in classe, noi a provare a concentrarci con 35 gradi e noi che, tra qualche anno, ci ritroveremo a vivere in questo clima ancora più spesso.
Insomma, magari il cambiamento climatico non ci ha ancora tolto la voglia di andare a scuola. Però se è il caldo a decidere quando possiamo tornarci, forse è arrivato il momento di chiederci se le nostre scuole sono davvero pronte per il futuro che ci aspetta.
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