Provare 365 sport diversi in 365 giorni, praticamente uno nuovo per ogni giorno dell'anno. È la sfida che si è inventato Jacob Vahey, un ragazzo inglese di 25 anni che dall'anno scorso sta girando il Regno Unito passando da sport conosciutissimi a discipline che probabilmente molti di noi non sapevano nemmeno esistessero.
Jacob viene da North Ferriby, nell'East Yorkshire, e ha iniziato la sua missione il primo ottobre 2025. Da allora ha già superato quota 300 sport e, anche se è rimasto un po' indietro rispetto alla folle tabella di marcia iniziale, vuole arrivare fino a 365 tra la fine del 2026 e l'inizio del 2027. Io probabilmente farei fatica anche solo a nominare 365 sport diversi, ma Jacob li sta andando a cercare in ogni angolo del Regno Unito. In Galles, per esempio, ha provato il bog snorkelling, una disciplina in cui bisogna attraversare con maschera e boccaglio una palude piena di fango. Nel Lancashire si è buttato nel gravy wrestling, una specie di lotta libera dentro una vasca piena di sugo, dove ha anche vinto il premio per il costume più particolare. E andando avanti gli sport diventano ancora più strani. A Bury ha partecipato a una competizione in cui bisogna lanciare sanguinacci cercando di abbattere degli Yorkshire pudding; nel Cheshire ha provato il worm charming, una gara in cui i partecipanti utilizzano diversi sistemi per far uscire dal terreno il maggior numero possibile di lombrichi.
Dietro una sfida così assurda, però, c'è una ragione molto più seria. Jacob sta utilizzando il suo viaggio per raccogliere fondi per CALM, un'associazione britannica che si occupa di prevenzione del suicidio. Ha scelto di farlo dopo aver perso due suoi amici a causa del suicidio e la sua raccolta fondi è ormai vicina all'obiettivo delle 5.000 sterline.
In più ogni nuova disciplina gli permette di incontrare persone, entrare per un giorno in comunità completamente diverse e soprattutto continuare a parlare del motivo per cui ha iniziato.
Gliene mancano ancora alcune decine. E considerando che finora ha fatto snorkeling in una palude, lottato nel sugo e cercato di far uscire vermi dal terreno, è difficile immaginare cosa possa aspettarlo prima di arrivare al numero 365. Ma il messaggio che porta avanti, gara dopo gara, è già di per sé importantissimo: la salute mentale va allenata quanto quella fisica, e a volte basta un tuffo nel fango, letteralmente, per ricordarsi che non si è mai soli.
Gliene mancano ancora alcune decine. E considerando che finora ha fatto snorkeling in una palude, lottato nel sugo e cercato di far uscire vermi dal terreno, è difficile immaginare cosa possa aspettarlo prima di arrivare al numero 365. Ma il messaggio che porta avanti, gara dopo gara, è già di per sé importantissimo: la salute mentale va allenata quanto quella fisica, e a volte basta un tuffo nel fango, letteralmente, per ricordarsi che non si è mai soli.