Mio fratello e gli ostacoli invisibili

Guardare oltre le apparenze per abbattere le barriere
Pubblicato da Giorgio il 09/07/2026 in Pop
Copertina dell'articolo
Quando sono nato mio fratello aveva già 15 anni. Oggi ne ha 33 e io ne ho 18, ma quando mi chiedono "Sei figlio unico?" Io rispondo sempre: si. Perché é quello che sento. Non per la differenza di età tra di noi, ma perché mio fratello é affetto da una disabilità rara. Così rara che non esiste, non sappiamo bene cosa ha e quali sono le cause, fatto sta che, anche se cammina perfettamente, non può parlare, non può ragionare, non può relazionarsi o esprimere i suoi sentimenti.

Convivere con lui é difficile, per farvelo capire bene: immaginate convivere con una persona che ad ogni anno, man mano che diventa alto e grande, ha sempre mentalmente 2 anni: non avete nessun modo di capirlo, gira per casa rubando il cibo o toccando cose inutilmente rovinando tutto. Gli voglio un bene dell'anima, certo, e mi sento quasi un suo secondo papà, poiché mi preoccupo più di lui che di me, ma in fin dei conti é come se io fossi figlio unico, poiché non potrò mai vivere le esperienze che posso vivere con un fratello "vero".

Quando usciamo di casa, mio fratello tendenzialmente non ha problemi a camminare, ma é molto fragile e ci sono state volte in cui abbiamo dovuto metterlo in una sedia a rotelle, non solo nella mia città, Napoli, ma anche in altre città. Lì ho capito che in molte città le strade non sono pensate per chi ha disabilità di tutti i tipi. Penso spesso a chi é in sedia a rotelle: marciapiedi con i gradini, strade rotte, tutte cose che creano non pochi problemi alle persone con disabilità. Mi rendo però che le istituzioni non possono controllare ogni strada di ogni quartiere. Oggi però, ho scoperto che queste istituzioni hanno un valido alleato: noi cittadini, e questo é tutto grazie a WeGlad e l'app "Mappathon".

WeGlad é un'app scaricabile gratuitamente con tanti progetti a favore dell'inclusione di persone diversamente abili. Tra questi mi ha colpito molto Mappathon, una sfida lanciata dalla Consulta per le Persone in Difficoltà. Chiunque voglia può segnalare tramite una mappa condivisa sull'app delle barriere architettoniche in qualunque città, ossia segnalare dei punti senza una completa accessibilità a persone con disabilità. La cosa figa però é che queste segnalazioni vengono condivide direttamente con le istituzioni, che potranno vederla ed intervenire e creando un quadro completo della situazione dell'accessibilità nelle città e nelle strade.

In un mondo in cui ci lamentiamo, giustamente, di come certe strade siano inaccessibili alle persone con disabilità, creando un serio problema a tante famiglie che magari non riescono a portare in giro i figli perché banalmente non riescono ad andare in certi luoghi, è bello sapere che c'è qualcuno che davvero sta provando a cambiare le cose. Io mi ritengo fortunato che mio fratello riesca a camminare ovunque, ma avendo a che fare con lui quando vado in giro faccio caso a tutto, e mi immedesimo nei panni di tutti quelli che sono in una situazione peggiore di lui e di quando sia difficile gestire e amare una persona così. Forse é questo l'insegnamento più grande che mi porto da lui: ogni persona é diversa, con i suoi pregi e soprattutto le sue difficoltà, ma basta immedesimarsi negli altri per accettarli e, almeno nel mio caso, amarli.



NOTA IMPORTANTE: La nomenclatura corretta designata dall'Accademia della Crusca per definire i disabili é: "Persone con disabilità".
fratello
inclusione
weglad