A Napoli esiste una "Caivano del Mare"

Per salvarla è stata organizzata una festa gigante una spiaggia non balneabile
Pubblicato da Giorgio il 23/06/2026 in Detective
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C'è una spiaggia a San Giovanni a Teduccio, in provincia di Napoli, che pochissimi napoletani conoscono. Non è balneabile, non è frequentata, non è mai stata il punto di ritrovo di nessuno, nemmeno in estate. Eppure, la mattina di sabato 20 giugno, si è completamente trasformata e più di quattrocento adolescenti si sono dati appuntamento lì per passare una giornata insieme e provare tanti sport nuovi.
L'idea di trasformare una spiaggia dimenticata in un playground su sabbia è venuta a Stefano Lanfranco, fondatore di Scugnizzi a Vela, l'associazione che da anni lavora per dare un futuro diverso ai ragazzi usciti dal carcere dopo reati minori. Lui stesso ha rinominato quella spiaggia la "Caivano del Mare". In un luogo del genere, riuscire a vivere gli spazi che hai intorno è molto difficile, soprattutto se sei un adolescente. Ma con un po' di impegno anche una spiaggia sperduta può trasformarsi in un centro sportivo incredibile, perfetto per provare ogni tipo di sport: beach volley, water polo, frisbee, racchettoni, kayak e canottaggio.
Quella mattina, ad accogliere i ragazzi che volevano provare a fare canottaggio c'erano anche Dario Del Prete e Umberto Thomas, due promesse del canottaggio del Circolo Ilva Bagnoli, tra i circoli sportivi più storici della città.
Dario è stato campione regionale nella sua categoria, mentre Umberto, a 17 anni, ha vinto la medaglia d'argento nell'otto maschile ai Campionati Europei Under 19 di canottaggio del 2026. Eppure quel giorno erano lì, ad insegnare ad altri ragazzi come loro a tenere in mano un remo. Entrambi sono cresciuti in acque simili a quelle di San Giovanni, hanno iniziato da bambini per provare uno sport diverso da quelli soliti e se ne sono innamorati senza nemmeno capire bene il perché.
C'è qualcosa di assurdo e bellissimo in tutto questo. Napoli si è appena candidata a Capitale del Mare 2027, eppure esistono spiagge che i napoletani stessi non sanno di avere, spiagge non balneabili, dimenticate e invisibili anche a chi ci abita. Basta così poco, un gruppo di ragazzi, qualche remo e tanta voglia di fare. Il mare è già lì, c'è sempre stato, aspettava solo qualcuno capace di vivere con lui.
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