Dal 16 al 21 agosto 2026, a Lahti, in Finlandia, si terranno i Guttmann Games. Molto probabilmente non ne avete mai sentito parlare e fino a qualche giorno fa non li conoscevo nemmeno io. In pratica potrebbero essere considerati come la versione più inclusiva delle Paralimpiadi, non a caso si chiamano proprio così. Ludwig Guttmann era un neurologo che nel dopoguerra cambiò per sempre il rapporto tra disabilità e sport. Nel 1948, in Inghilterra, organizzò una competizione per atleti con lesioni spinali che divenne il punto di partenza del movimento paralimpico moderno. Senza Guttmann, probabilmente, quel movimento non sarebbe mai esistito nella forma che conosciamo oggi.
I Guttmann Games ne raccolgono l'eredità con una missione diversa ma complementare. Il programma mescola discipline già conosciute a sport inediti, tra cui wheelchair ultimate (una versione del frisbee giocata in carrozzina), para dance sport (spettacoli di danza in coppia tra atleti in carrozzina) e para disc golf (dove l'obiettivo è centrare un cesto con un frisbee).
La loro importanza però va oltre alla gara in sé. Le Paralimpiadi, per quanto straordinarie, restano uno spazio riservato agli atleti più forti del mondo, i Guttmann Games invece abbassano quella soglia di proposito. Qui possono partecipare atleti con disabilità che non rientrano nei criteri paralimpici, persone che altrimenti non avrebbero nessuna competizione internazionale a cui accedere. È una distinzione enorme, che trasforma l'evento da semplice torneo a strumento concreto di inclusione, lontano dalle grandi televisioni ma con una credibilità che proprio per questo è difficile da mettere in discussione. Magari alcune di queste discipline potrebbero un giorno arrivare alle Paralimpiadi, ma anche senza quell'obiettivo, i Guttmann Games hanno già qualcosa da insegnare a tutti.