Ad Eurovision 2026 per capire da cosa si sentono uniti gli adolescenti europei!

Diario di bordo - Giorno 1
Pubblicato da Redazione il 14/05/2026 in Detective
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Appena siamo arrivati a Vienna, per un attimo, abbiamo pensato di aver sbagliato città. La capitale che quest'anno ospita uno degli eventi musicali più seguiti al mondo, sembra quasi non essersene ancora accorta e in giro per il centro tutti fanno esattamente quello che ti aspetteresti da un mercoledì pomeriggio viennese come tanti altri, tra una fetta di Sachertorte e un chiosco di Bratwurst. Ce n'è uno in ogni angolo della città e tutti quanti sostengono fieramente di vendere "il migliore würstel di Vienna". Probabilmente è solo questione di ore, perché in questi giorni a Vienna stanno arrivando centinaia di migliaia di ragazzi che saranno accolti all'Eurovision Village, l'area allestita davanti al Rathaus, il municipio della città, che fino a sabato ospiterà concerti e artisti provenienti da ogni angolo del Pianeta. La festa sta arrivando.
Ieri sera alla Wiener Stadthalle di Vienna è iniziato ufficialmente l'Eurovision Song Contest 2026 e 15 cantanti si sono esibiti in occasione della prima semifinale per aggiudicarsi i 10 posti disponibili per accedere alla finalissima di sabato 16 maggio. La Svizzera, rappresentata da Veronica Fusaro, in gara con la canzone "Alice", canterà per la prima volta soltanto domani sera, in occasione della seconda semifinale. Fino ad ora però, uno dei momenti più discussi del festival, è stata l'esibizione di Noam Bettan, il cantautore che ad Eurovision 2026 rappresenta Israele. La canzone che porta in gara si intitola "Michelle" ed è stata scritta insieme a Yuval Raphael, la cantante sopravvissuta alla strage del Nova Festival che l'anno scorso ha rappresentato Israele a Basilea. Anche Israele è riuscito a qualificarsi alla finalissima ma la sua esibizione è stata la più fischiata della serata e lo stesso cantante ha raccontato in un'intervista di essersi preparato a questo Eurovision chiedendo al suo team di fischiarlo per tutta la durata delle prove.
L'edizione di quest'anno è stata definita da molti come la più controversa di sempre e quella che doveva essere una festa gigantesca (quest'anno Eurovision compie ufficialmente 70 anni e si pensava ad un festival speciale con il record di Paesi partecipanti), si è trasformata nell'edizione con il minor numero di Paesi dall'introduzione delle semifinali. Non si parla d'altro!
Cinque Paesi: Irlanda, Spagna, Slovenia, Paesi Bassi e Islanda hanno scelto di non partecipare, contestando la decisione dell'EBU di consentire a Israele di prendere parte alla gara nonostante le accuse di crimini di guerra a Gaza. Non si tratta di Paesi come tutti gli altri. L'Irlanda detiene numerosi record nella storia della gara, tra cui il maggior numero di vittorie (7), che condivide con la Svezia. La Spagna invece fa parte dal 1961 dei "Big Five", i cinque sostenitori maggiori dell'evento, che accedono ogni anno direttamente alla finale.
La prima edizione dell'Eurovision si è tenuta a Lugano nel 1956, per volere dell'Unione europea di radiodiffusione (ai tempi UER, oggi EBU), un'organizzazione importantissima nata in Svizzera che riunisce ancora oggi i principali enti radiotelevisivi pubblici europei.
La Seconda Guerra Mondiale era finita da meno di 10 anni e in quel momento storico così delicato, si sentiva il bisogno di far capire alla gente che fosse possibile pensare a un'Europa unita, senza guerre e conflitti, e si è scelto di farlo attraverso la musica, "United by Music".
Già l'anno scorso, a Basilea, ci eravamo resi conto del fatto che qualcosa fosse cambiato nella percezione che i ragazzi hanno di questa festa, la competizione non sportiva più famosa al mondo, seguita ogni anno da più di 160 milioni di spettatori. Non siamo esperti di geopolitica ma vi abbiamo promesso di raccontarvi tutte le sensazioni che provano gli adolescenti, ragazze e ragazzi della nostra età, e siamo sicuri che oltre alla musica, anche questo argomento sarà centrale.
Da cosa ci sentiamo uniti oggi adolescenti europei? Siamo qui per scoprirlo! Per saperne di più, continuate a seguirci ogni giorno, fino a domenica 17 maggio, su tio.ch e radioimmaginaria.it
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