Perché i cantanti organizzano concerti per strada?

Il busking sta diventando un trend
Pubblicato da Mattia il 27/04/2026 in Pop
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Quando il biglietto di un concerto costa 80 euro, può ancora chiamarsi concerto? Andare ad un concerto è diventato un lusso per pochi e secondo me la musica dal vivo in questo modo ha perso una parte fondamentale della sua natura. Su un articolo di ANSA ho letto che nel 2025 in Italia la spesa per la musica live ha superato il miliardo di euro e i costi stanno aumentando sempre di più. Andare ad un concerto non è più una scelta spontanea per passare una bella serata tranquilla, ma è diventata una cosa da pianificare e per cui risparmiare!
Io sono fortunato, abito a Roma, ma c'è chi abita in piccoli paesini o in campagna che non solo deve pagare prezzi assurdi per un biglietto, ma deve anche trovare un modo più o meno economico di arrivare al luogo dell'evento. Forse anche per questo motivo, tra i cantanti sta nascendo un nuovo trend. In tanti hanno iniziato ad organizzare concerti a sorpresa, nei quartieri dove sono cresciuti o in posti iconici. Per esempio, Achille Lauro ha già un paio di volte deciso di cantare a sorpresa sulle scalinate di Piazza di Spagna o davanti alla Fontana di Trevi. In genere mette una storia Instagram poche ore prima e fa radunare un pò di gente. Stessa cosa per Eddie Brock, che il prossimo 3 maggio farà un concerto al Pincio. Marracash ha cantato nel quartiere in cui è cresciuto a Milano (Barona), e a guardarlo sono state 7.400 persone. In quel caso il biglietto costava sui 25 euro, ma il ricavato andava direttamente alle attività sociali del quartiere. Ricordo che anche Alfa qualche anno fa organizzava raduni improvvisati al Pincio per cantare in anteprima i suoi pezzi.
Credo che sia un trend molto positivo, perché solo in questo modo la musica dal vivo può tornare ad essere alla portata di tutti. I concerti a sorpresa in mezzo alla strada sono un modo per accorciare la distanza che c'è tra l'artista e il pubblico. Anche ai manager piace, è una strategia di marketing interessante quella di farsi vedere "vicini al popolo". Ora che a cantare in mezzo alla strada ci sono anche i VIP, forse inizieremo a notare anche di più gli artisti di strada emergenti. Per capirne di più su come funziona il mondo del busking (il termine inglese per dire "cantare per strada"), ho scritto a Lumen.
Lumen è un artista che ha raccontato il suo lavoro da artista di strada sui social e mi ha spiegato che per farlo c'è bisogno di un permesso. Intanto, devi avere 18 anni e puoi occupare al massimo nove metri quadri. A Milano non devi pagare niente, a Venezia invece gli artisti di strada devono pagare una tassa. A Londra invece ci sono delle postazioni fisse con gli artisti che si mettono in fila per avere il loro momento. Forse a salvare i live sono i concerti a sorpresa, gli artisti di strada e lo spirito del busking, perché solo in quei casi possiamo goderci la musica dal vivo senza pensare al portafoglio.
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