Anche Marco Belinelli aveva un canestro in giardino

Ce l'ha raccontato all'anteprima del suo film "The basketball dream"
Pubblicato da Daniele il 16/03/2026 in Pop
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Questa settimana siamo stati al Cinema Medica di Bologna per l'anteprima di "The Basketball Dream", il film al cinema dal 16 al 18 marzo, che racconta la storia di Marco Belinelli, uno dei più grandi cestisti italiani di sempre. Dopo essersi ritirato nel 2025 dopo una carriera incredibile ha deciso di ripercorrere tutta la sua storia, dai primi tiri a canestro nel giardino della casa dei suoi genitori a San Giovanni in Persiceto, alla vittoria dell'NBA con i San Antonio Spurs nel 2014/15, fino alla scelta di ritornare a giocare a Bologna, dove ha vinto il suo ultimo scudetto prima di ritirarsi.
Anche lui è stato un adolescente come tutti noi, con un sogno incredibile. Già dai primi anni di scuola voleva arrivare in NBA, nel basket che conta, un traguardo apparentemente lontanissimo. E invece non solo ci è arrivato, ma è stato anche il primo italiano a vincere un campionato NBA. Quando lo abbiamo incontrato, ha voluto dare un consiglio agli adolescenti: "Ai ragazzi vorrei dire di non volere tutto subito, io ho aspettato, ho passato anche dei momenti no, ma avere talento non basta se non si ha anche la forza di coltivarlo".
Sembra una frase semplice, ma detta da lui vale tantissimo, anche perché negli anni di passaggio tra il basket europeo e l'NBA ha dovuto affrontare periodi molto pesanti. Per intere stagioni è stato messo da parte, considerato non pronto per un campionato così competitivo, poi finalmente ha trovato qualcuno che gli ha dato fiducia. Per noi ragazzi avere pazienza nello sport è difficilissimo, soprattutto in questo mondo che corre così veloce, molto più di noi. Basta un infortunio lungo, una delusione o qualche partita andata male per sentirsi persi e iniziare a pensare che non riusciremo mai a realizzare nulla. E invece è proprio lì che bisogna resistere, perché alla fine contano l'allenamento, la costanza, la voglia di non mollare.
Nella mia squadra c'è chi ha i poster di Belinelli in camera, chi guarda i suoi highlights su YouTube, chi lo ha sempre visto come un mito. Ma dopo averlo ascoltato, ho capito che non è solo quello che ha vinto a renderlo speciale. È la sua umiltà. È il modo in cui riesce ancora a parlare ai ragazzi come noi, a farci sentire che i sogni sono difficili da realizzare, ma non impossibili.
Sognare in grande è bellissimo, ma bisogna avere il coraggio di aspettare, di faticare, di crederci fino in fondo. Forse è proprio questo il primo vero passo verso il successo.
Selfie tra una speaker di Radioimmaginaria e il cestista italiano Marco Belinelli all'anteprima del film "The basketball dream"
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