Quest'estate noi di Radioimmaginaria abbiamo lanciato una challenge: provare a fare i compiti delle vacanze senza usare ChatGPT. Lo abbiamo fatto perché ci sentiamo dire spesso dagli adulti che senza AI non siamo più in grado di fare niente, ma proprio quando pensavamo di essere riusciti una volta per tutte, abbiamo letto una notizia che ci ha stravolto.
Adam, un ragazzo americano di 16 anni, si è tolto la vita. E per farlo ha chiesto aiuto all'intelligenza artificiale. La sua più grande passione era il basket ma dopo essere stato espulso dalla sua squadra per motivi disciplinari, ha iniziato a vivere un momento difficile causato anche da alcuni problemi legati alla scuola. Proprio in questo periodo ha iniziato ad usare ChatGPT, prima per fare i compiti, poi per confidarsi. Fino ad arrivare allo scorso 11 aprile, quando dopo aver discusso del suo suicidio, l'intelligenza artificiale gli avrebbe consigliato il modo per farlo.
Adam, un ragazzo americano di 16 anni, si è tolto la vita. E per farlo ha chiesto aiuto all'intelligenza artificiale. La sua più grande passione era il basket ma dopo essere stato espulso dalla sua squadra per motivi disciplinari, ha iniziato a vivere un momento difficile causato anche da alcuni problemi legati alla scuola. Proprio in questo periodo ha iniziato ad usare ChatGPT, prima per fare i compiti, poi per confidarsi. Fino ad arrivare allo scorso 11 aprile, quando dopo aver discusso del suo suicidio, l'intelligenza artificiale gli avrebbe consigliato il modo per farlo.
Il fatto è che Adam non è stato l'unico ad aver usato l'intelligenza artificiale per motivi simili.
In Italia, infatti, secondo un sondaggio condotto da Skuola.net, il 25% delle ragazze e dei ragazzi di età compresa tra gli 11 e i 25 anni, utilizzerebbe quotidianamente chatbot come come amico-psicologo, tanto che l'Ordine degli Psicologi negli scorsi mesi ha lanciato un vero e proprio allarme!
Questa notizia ci ha fatto pensare a quanto si possa essere sentito solo Adam per scegliere ChatGPT come confidente. La verità è che è difficile farsi ascoltare quanto essere ascoltati. Dovremmo quindi imparare a sentire soprattutto i silenzi, perché in alcuni casi possono dire molto di più delle parole.
Magari Adam avrebbe avuto bisogno solo di un amico disposto a fare qualche tiro a basket con lui, ascoltarlo e farlo sentire parte di qualcosa per cui valesse la pena lottare.
A volte bastano una palla, un canestro e un compagno di squadra per ricordarti che non sei solo. E allora, forse, ancora prima di imparare ad usare l'intelligenza artificiale, dovremmo imparare ad ascoltare le nostre emozioni e quelle degli altri, affinché casi come quello di Adam non accadano mai più.
In Italia, infatti, secondo un sondaggio condotto da Skuola.net, il 25% delle ragazze e dei ragazzi di età compresa tra gli 11 e i 25 anni, utilizzerebbe quotidianamente chatbot come come amico-psicologo, tanto che l'Ordine degli Psicologi negli scorsi mesi ha lanciato un vero e proprio allarme!
Questa notizia ci ha fatto pensare a quanto si possa essere sentito solo Adam per scegliere ChatGPT come confidente. La verità è che è difficile farsi ascoltare quanto essere ascoltati. Dovremmo quindi imparare a sentire soprattutto i silenzi, perché in alcuni casi possono dire molto di più delle parole.
Magari Adam avrebbe avuto bisogno solo di un amico disposto a fare qualche tiro a basket con lui, ascoltarlo e farlo sentire parte di qualcosa per cui valesse la pena lottare.
A volte bastano una palla, un canestro e un compagno di squadra per ricordarti che non sei solo. E allora, forse, ancora prima di imparare ad usare l'intelligenza artificiale, dovremmo imparare ad ascoltare le nostre emozioni e quelle degli altri, affinché casi come quello di Adam non accadano mai più.