La scorsa settimana, a Cirò Marina, in provincia di Crotone, si sono giocate le finali scudetto del campionato italiano di Beach Soccer e per l'occasione, la Lega Nazionale Dilettanti, ha lanciato un progetto per cercare di aiutare a rigenerare le aree del Salento colpite da xylella, il batterio che da anni sta devastando milioni di ulivi in tutto il Mediterraneo. Per ogni partita del campionato di Beach Soccer 2025, è stato piantato un albero appartenente alle specie della macchia mediterranea: querce, lecci, corbezzoli, pini, ginepri, lentischi e carrubi.

L'obiettivo è partire da queste piantumazioni per creare boschi capaci di produrre ossigeno e preservare la biodiversità, riducendo anche l'impatto del Beach Soccer Tour. Non a caso, per riuscire in questa impresa, la Lega Dilettanti si è affidati alla Fondazione Sylva, un'organizzazione senza scopo di lucro che si occupa di rigenerazione ambientale attraverso la forestazione. Piantare alberi e arbusti in territori degradati infatti è fondamentale per tutelare la biodiversità, proteggere la natura dal rischio di epidemie e garantire il buon funzionamento degli ecosistemi.

Anche il calcio allora può fare la sua. Soprattutto il beach soccer, che nasce sulla sabbia, a contatto diretto con la natura. È uno sport che vive della bellezza dei luoghi che lo ospitano. Per questo, oggi più che mai, non può limitarsi a essere solamente uno spettacolo. Proteggere i territori significa proteggere anche la possibilità di continuare a giocare sulle spiagge più belle del mondo. Non c'è più ossigeno da perdere.