La magia può essere considerata uno sport? Ci stavo pensando qualche giorno fa. Da un po' di tempo mi sono fissato con i giochi di carte e non faccio altro che allenarmi, provando trucchi su trucchi. Sono difficilissimi e quando mi vengono bene mi sale un brivido lungo la schiena divento improvvisamente felice. Per tutta questa settimana, fino a sabato 19 luglio, a Torino si svolgerà il Campionato Mondiale della Magia, l'evento più importante al mondo dedicato all'arte dell'illusione. Dal 1948, ogni 3 anni, più di 5000 maghi provenienti da ogni angolo del Pianeta si ritrovano nella stessa città per sfidarsi mettendo in scena trucchi difficilissimi e per la prima volta nella storia, stavolta sono ospitati dal'Italia. Le categorie ufficiali in gara sono 6: manipolazione, magia da scena, close-up, mentalismo, magia comica e grandi illusioni. Ogni concorrente ha a disposizione un tempo prestabilito per esibirsi e a giudicare le esibizioni è una giuria composta da alcuni dei più importanti esperti del settore.

Quindi, la magia può essere considerata uno sport? Non lo so, forse non nel senso classico del termine, ma se pensiamo all'emozione che anche la magia ti riesce a trasmettere, allora ci va molto vicino. Perché in fondo, che tu stia tirando un rigore o facendo sparire un mazzo di carte, l'obiettivo è lo stesso: far restare le persone a bocca aperta, facendole uscire per un attimo dalla realtà. E allora, se a volte certi gol sembrano essere magia, perché anche la magia non può essere considerata uno sport?