Tutti possono fare surf!

La filosofia di Blackwave per salvare il mare
Pubblicato da Daniele il 18/06/2025 in Eco
Copertina dell'articolo
Tra verifiche, interrogazioni e voti da recuperare, anche quest'anno maggio è finito e in un modo o nell'altro siamo riusciti a portare la barca in salvo. Giugno sa di libertà! Non tanto per la fine della scuola ma perché, mai come in estate, ci sentiamo tutti quanti più liberi di innamorarci, di divertirci, di esplorare il mondo. Quest'anno tanti adolescenti hanno scelto di farlo su una tavola da surf. Perché per imparare a surfare non serve per forza andare in Australia o sulle rive dell'Oceano. Non serve nemmeno avere i capelli biondi o un vecchio camper su cui caricare le tavole. Lo sanno bene i ragazzi di Blackwave che nel 2011, a Recco, in Liguria, hanno deciso di fondare un'academy che con il passare del tempo è diventata la scuola leader in Italia per l'insegnamento degli sport di tavola. L'obiettivo è stato fin da subito chiaro: progettare corsi basati su metodologie adatte a tutti, senza limiti di genere, età e capacità sportive di partenza, per permettere a chiunque di poter imparare a surfare e a rispettare il mare.
disegno di un granchio in mezzo a delle conchiglie e delle stelle marine
I pilastri del metodo su cui si fonda Blackwave sono tre: consapevolezza, divertimento e rispetto, perché se si è consapevoli e predisposti al divertimento, allora nascerà spontaneo in ogni surfista quel senso di compiutezza e soddisfazione che dovrebbe connettere chiunque si trovi a godere delle onde.
Alcuni sport non sono semplicemente sport, ma veri e propri stili di vita. Il surf è uno di questi. È un concetto difficile da spiegare a parole. Per potere uscire e cavalcare le onde, le condizioni devono essere ideali: maree, vento, moto ondoso, tutto deve essere perfetto. Se anche solo un parametro è sballato si rimanda tutto.
Forse è proprio questo che il surf insegna più di ogni altra cosa: avere pazienza, ascoltare e rispettare i tempi della natura. Non si può forzare un'onda, non si può anticipare il mare. Si può solo imparare ad aspettarlo. È questa la prima remata per la libertà.
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