Occupare un liceo per una scuola più inclusiva

La richiesta degli studenti del Liceo Tasso al Ministro Valditara
Pubblicato da Marco R il 20/01/2024 in Detective
Venerdì 19 gennaio siamo stati a Roma, di fronte al Liceo Torquato Tasso, dove tra le 14 e le 15, più di 200 ragazzi hanno bloccato la strada durante un sit in organizzato per protestare contro le punizioni arrivate per 170 studenti che hanno ammesso di avere partecipato, tra il 5 e l'11 dicembre 2023, all'occupazione del Liceo.

In quei giorni infatti il Liceo Tasso è stato occupato dagli studenti che hanno manifestato, attraverso questo atto politico, la loro idea di scuola del futuro: aperta a tutti, transfemminista, antisessista, antirazzista e antifascista.
I ragazzi del Liceo Tasso di Roma manifestano durante un sit in davanti alla loro scuola

La risposta del Ministro Valditara

Alla fine dell'occupazione però, i ragazzi e le ragazze che hanno ammesso di avere occupato, sono stati puniti dal preside Paolo Pedullà con un 5 in condotta nel primo quadrimestre e con la sospensione di 10 giorni nel secondo.

Su questa scelta si è espresso anche il Ministro dell'istruzione e del merito Giuseppe Valditara che in una lettera ha appoggiato la decisione del preside, dicendo che "la scuola democratica è quella che insegna a rispettare le regole e a coniugare libertà e responsabilità".
Striscione appeso alla facciata del Liceo Tasso di Roma con sopra scritto "1000 domande 0 risposte"

1000 domande 0 risposte

Le ragazze e le ragazze del Tasso però, non soddisfatti della risposta del Ministro, hanno scelto di continuare a protestare, uniti dal motto 1000 domande 0 risposte.

"Questa protesta unisce tutti gli studenti del Tasso, non solo quelli che hanno occupato - ci hanno raccontato durante il sit in - siamo arrabbiati per la bufera mediatica che si è scatenata contro di noi. Tutti parlano del 5 in condotta e delle sospensioni ma nessuno ha ascoltato le nostre richieste. È più facile concentrarsi sul rumore piuttosto che capire i problemi e cambiare effettivamente le cose".

Ora i ragazzi aspettano un'altra risposta dal Ministro Valditara: "La nostra richiesta è di dare vita a tre tavoli permanenti, con il Ministro, con la Città Metropolitana e con l'ufficio scolastico regionale, tre momenti in cui possiamo parlare finalmente della nostre necessità: una scuola inclusiva, dove tutti possano sentirsi al sicuro".

Che ci piaccia o no, la loro protesta, riguarda tutti noi.
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