"Nerd": la mia condanna e la mia salvezza

Pubblicato da Sara il 29/12/2023 in Nerd
Da sempre sono stata etichettata come la "secchiona", sin dalla prima elementare. La cosa non mi ha mai dato particolarmente fastidio, alla fine questo appellattivo significa che studio ed è questo il mio dovere, no? La cosa ha iniziato a darmi fastidio quando oltre a quel titolo mi è stato affibiato anche l'insulto di "nerd". Ho sempre un libro nello zaino, non importa dove vada, mi da un senso di sicurezza, come se avessi una via di fuga. Perché alla fine i libri questo sono, modi per distrarci dalla realtà, ed io amo non pensare alla realtà perché mi rattristisce e mi da una sensazione di ansia.
La parola nerd mi perseguita. Ovunque io vada, non importa quanto cerco di nasconderlo, alla fine quel mio lato di me viene fuori, quello emozionato per i prossimi film in uscita, quello che si tuffa nelle pagine di qualunque libro che gli capita sotto mano, che sa tutti i personaggi e backstories di ogni cosa che guarda. Perché alla fine io senza quello non sono io, mi protegge da tutto e tutti: la mia salvezza.
Ma più mi insultavano per questa ragione più mi chiudevo in me stessa perché nessuno mi capiva, e spesso ancora oggi molti non capiscono la sicurezza che il mondo nella mia testa mi trasmette. Anche perché secondo me se non l'hai mai provata non puoi capire, va oltre le tue capacità.
cornice a tema fantasy, supereroi e serie tv
Una delle mie citazioni preferite di sempre è "Il peggior tipo di persone sono le persone che ti fanno sentire in colpa per essere emozionato per qualcosa" di Taylor Swift. E purtroppo io ho incontrato tantissime persone del genere: non possono accettare gli interessi altrui, non possono nemmeno far finta che gli importi almeno quel minimo per non essere scortesi. Molti hanno perso la sensibilità e l'empatia, altri invece ne hanno una quantità così grande che ogni volta che succede qualcosa, anche ad altre persone, non riescono a farsela sciovolare addosso, ogni parola, ogni pensiero, ogni gesto.
Proprio questa è la mia condanna: non potrò mai far capire alle persone come mi fa sentire a mio agio il mio mondo fantastico e lo useranno sempre per escludermi e definirmi diversa, senza capire quanto faccia male, anche con i miei colleghi qui in radio con cui mi sento come se fossi in famiglia. Nessuno di noi può comprendere i "rifugi" degli altri e forse è meglio così, spero solo che un giorno riusciremo ad accettarci come siamo, anche senza capirci a pieno.
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