Noi e Britney Spears

Cosa abbiamo noi in comune con una famosa pop star?
Pubblicato da Sara il 10/11/2023 in Detective
Copertina dell'articolo
La cultura pop straripa di ogni tipo di scandalo: tradimenti, amori inaspettati e violenze sui set. Ognuno ha la propria storia, personaggi e durata. Ma non credo che ci sia una storia più triste e lunga di quella di Britney Spears.
Credo che tutti siamo stati partecipi della battaglia #FreeBritney alla fine del 2021, quando dopo anni, la cantante è stata liberata dalla tutela legale da parte del padre riconquistando la sua libertà.

Dopo più di 10 anni di terapia e guarigione, Britney ha avuto la possibilità di decidere per sé stessa. Adesso si può esprimere nei modi che preferisce. Uno di questi è il suo nuovo libro di memorie The woman in me. L'autobiografia ripercorre le sue origini, prima e dopo del successo, prima e dopo della tutela legale, del breakdown. Se siete interessati e volete acquistare il libro cliccate Qui.

COOOOOOOOOSA? Non conoscete Britney??? Fermatevi immediatamente e ascoltate questo capolavoro.
Copertina del video
Comunque il libro mi è sembrato una valvola di sfogo, un passo fondamentale del suo crescere come persona. La sua esperienza si sente in ogni pagina del libro: una ragazza troppo giovane sopraffatta dalla fama che le ha fatto assaggiare un pizzico di libertà di cui non avrebbe più goduto per tanti anni.

Questa biografia secondo me fa molto riflettere sulla doppia vita dei personaggi famosi che non hanno sempre una vita perfetta come ci vogliono far credere, un argomento che viene trattato da tantissime celebrità, primo di tutti Fedez che qualche giorno fa ha inviato una lettera al Ministro della Salute Orazio Schillaci chiedendo allo Stato di darsi da fare per stanziare più fondi per la salute mentale. Qui trovate la lettera di Fedez integrale.
Gif di un microfono che si illumina nel buio
Conoscere la storia di Britney però mi ha fatto riflettere e volevo condividere questo pensiero con voi. Secondo me, oggi, la nostra libertà e la nostra indipendenza sono mal equilibrate. Cioè, intendo dire che ci è stato sempre stato detto fin da piccoli dagli adulti che fino ai 18 anni saremmo stati nelle loro mani perché non eravamo in grado di prendere decisioni importanti per noi stessi. E diciamoci la verità, fino ai 12 anni ci faceva comodo che i nostri genitori pensassero a tutti.

Poi arriva la consapevolezza di una scelta che ti accompagnerà per diversi anni a venire: la scelta della scuola superiore. Per me non è stato così traumatico alla fine, sapevo che la scuola per me era il liceo classico, ma ciò non allevia l'ansia costante che ti senti premere sul petto già dalla fine della seconda media.

La paura di aver fatto la scelta sbagliata è insopportabile, o ancora peggio, quella di non riuscire a scegliere in tempo, di trovare troppo tardi la scuola che è più adatta a noi. Senza poi considerare il Covid, che ha giocato un ruolo fondamentale nella nostra crescita personale. La pandemia mi ha bloccata nel tempo e ho ancora chiari i 3 anni di scuole medie vissuti in lockdown domandandomi cosa sarebbe successo quando avrei rimesso il piede di nuovo fuori casa.
Ragazzo spaesato guarda il soffitto nel corridoio della scuola
Proprio per questo una volta arrivata alle superiori, quando i miei hanno iniziato a darmi più libertà, sono stata colta alla sprovvista. Mi sentivo ancora una dodicenne bloccata in casa senza la percezione dello spazio, del tempo e della realtà, che in quei mesi in casa erano scanditi solo dalle videolezioni e dal telegiornale con sempre in onda il bollettino del giorno.

La possibilità di rimanere in giro dopo la scuola a stare con i miei compagni di classe al parco mi sembrava un dono immenso, quasi surreale, come se non lo meritassi. Quell'indipendenza mi confondeva, mi era sempre stato insegnato di rimanere vicino a mamma quando ero in giro, e adesso passeggiavo da sola con le cuffie nelle orecchie per raggiungere la fermata dell'autobus, e dopo ancora chiamavo mamma per dirle di non venirmi a prendere perché sarei rimasta a mangiare in giro con i miei migliori amici.
Studente cammina con lo sguardo basso nel corridoio della scuola
Noi adolescenti che abbiamo vissuto il Covid a pieno abbiamo secondo me vissuto l'esperienza opposta a quella di Britney: negli anni in cui dovevamo conoscere il mondo ci è stato tolto e quando abbiamo riacquistato la nostra libertà è stato tutto improvviso, inaspettato. Britney invece ha conosciuto molto giovane il bello della società, i fan e la fama per esempio, ma nel momento in cui doveva vivere da sola quel bello, le sono state tagliate le ali, senza preavviso.

La storia di Britney ci fa riflettere su quanto sia importante la salute mentale e quanto sia necessario che ogni cosa abbia il suo tempo: sperimentare, crescere, guarire. Mi sento di dirvi di non avere fretta di fare le cose, perché per quanto ci possiamo provare, non riavremo mai indietro quei 2 anni e mezzo della nostra esistenza, ma soprattutto non potremo mai più avere indietro questi aspetti della nostra vita.
approfondimento
britneyspears
covid
detective
fedez
futuro
inndipendenza
liberta
libro
noi
scuola
thewomaninme