La sagra della primavera

Lo scandalo musicale più grande della storia
Pubblicato da Ambra il 29/09/2022 in Pop
Ciao regaz! Io sono Ambra e benvenuti sul sito di Radioimmaginaria!
Prima di tutto volevo specificare che questo non sarà un articolo come gli altri, perché non parleremo come nostro solito di attualità, notizie o ultime uscite, ma faremo un viaggio nel tempo, tornando a una delle opere che ha reso possibili molte delle colonne sonore che tutti conosciamo, ma di questo ne parleremo dopo!

Dunque oggi parleremo del PIÙ GRANDE SCANDALO MUSICALE della storia del 1900.
Foto Ballerine su sfondo rosso
Photo by Samantha Weisburg on Unsplash

La sagra della primavera

So cosa state pensando: che palline, i balletti sono tutti uguali, c'è solo musica classica e niente azione. Ma fidatevi, se volete l'azione SIETE NEL POSTO GIUSTO!

Partiamo con un po' di contesto storico: Parigi, Francia, inizio 900. La città è stracolma di persone che cambieranno la storia! La borghesia è molto preparata sulla musica, inoltre ama andare a teatro. E ammettiamolo, questa ricca gente era abituata molto bene, perché erano usciti da poco balletti come Il Lago Dei Cigni (1877) o Lo Schiaccianoci (1892).

Nel 1913 il compositore Igor Stravinskij e l'impresario teatrale Djaghilev annunciano un nuovo balletto: la Sagra della primavera. Tutta la borghesia ovviamente va a comprare un biglietto per la prima, che si terrà il 29 maggio 1913 al teatro Champs-Élysées di Parigi. Djaghilev fa scrivere su tutte le pubblicità una frase moooolto sincera "Vedrete qualcosa che non avete neanche mai immaginato di poter vedere".
Ballerina in piedi illuminata da un fascio di luce color ambra
Photo by Hulki Okan Tabak on Unsplash

La trama

Senza entrare nello specifico vi spiego in breve la trama di quest'opera: il balletto inscena un rito pagano di sacrificio umano (diciamo che non era proprio uno di quei temi leggeri a cui erano abituati i francesi), dunque, una vergine viene scelta per ballare fino alla morte con lo scopo di compiacere gli dei dei campi, in vista della nuova stagione: la primavera!

Il pubblico

E finalmente ci siamo! Il 29 maggio 1913 è arrivato. La borghesia è pronta per essere provocata e vedere qualcosa (cito testualmente) che non avrebbe mai immaginato di poter vedere. (E vi assicuro che sarà così).

Solo per farvi avere un'idea di chi si trovava nella platea di quel teatro: Debussy (vincitore del Prix de Rome del 1884), D'annunzio (C'è bisogno di dirlo?), Coco Chanel (grandissima stilista), sono stanca di usare le parole "Grande" ed "Importantissimo", ma come posso non citare anche il compositore Maurice Ravel?
Ballerine che si muovo su sfondo bianco e nero
Photo by Ketan Rajput on unsplash

Silenzio a teatro

Ora giuro che ci siamo, vi ho promesso un viaggio nel tempo, quindi sedetevi e concentratevi un secondo! Fate finta di essere nel 1913, state entrando nel teatro Champs-Élysées di Parigi, state indossando un vestito più costoso del teatro stesso, accompagnato da dei guantini bianchi. Finalmente trovate il vostro posto e vi sedete, ma FATE SILENZIO, il balletto sta cominciando!!

Si spengono le luci, e subito udite una strana melodia, ma non riuscite a riconoscere di che strumento si tratta. Subito si sentono i primi bisbiglii dal pubblico. Ma cosa state ascoltando?
A quanto pare è un fagotto. Il fagotto non aveva mai suonato su quel registro, ha un suono molto più grave. Certo ci può arrivare, ma esistono strumenti più pertinenti. Perché proprio un fagotto?

Vi rispondo subito: Stravinskij vi sta dicendo: "Dimenticatevi di tutto quello che è stato fino ad oggi, stasera riscriviamo la storia!"
piedi di ballerina con scarpette
Photo by Canva

Chiamate un dentista

Il palcoscenico si apre e da subito vediamo delle ballerine MOLTO sgraziate, vestite con abiti larghi, sporchi, con le punte dei piedi incrociate verso l'interno e il viso appoggiato sulle mani. Dal pubblico c'è qualcuno che urla "CHIAMATE UN DENTISTA".
La musica diventa caotica, vi prende in pancia. Le ballerine saltano pesantemente sul palco facendo molto casino. Il pubblico impazzisce ed inizia a spaventarsi. Casino, TANTO casino.

Vi girate verso destra e vedete Coco Chanel estasiata. Alla vostra sinistra Debussy si nasconde, mentre d'Annunzio continua a gridare "ANCORA ANCORA", insieme a Maurice Ravel che prega di lasciarli andare avanti, ma viene brutalmente insultato. Potete capire anche voi che da lì ad una bella scazzottata non ci vuole molto.

La cosa bella? È successo tutto nei primi 6 minuti di balletto.
Ballerina che balla sospesa per aria con una luce filtrata che la illumina dall'alto
Photo by Canva

Dietro le quinte

Stravinskij nel panico corre nel Backstage e trova Diaghilev che gli dice "TRANQUILLO BRO È TUTTO OK, HO DETTO AL DIRETTORE DI ORCHESTRA DI NON FERMARSI, QUELLO VA DRITTO SPEDITO COME UN TRENO" ok forse non ha detto proprio questo, ma comunque qualcosa di molto simile.

Stravinskij fa un passo verso le quinte e vede il coreografo Nižinskij in piedi su uno sgabello con la testa che gli spunta dal palco e gridando detta il tempo alle ballerine, le quali non riescono a sentire la musica dal troppo rumore provocato dal pubblico.

No dai vi prego, immaginatevi il mitico Nižinskij dalla sua imponente statura di 1,63 m in calzamaglia che urla.

CON CALMA SIGNORI

Insomma questi borghesi si sono trasformati in degli animali inferociti per una sera, diventando parte integrante della rappresentazione!
E voi? Cosa avete fatto? Avete partecipato alla rissa o vi siete nascosti come Debussy?

Ma torniamo un attimo nel presente. So che le reazioni di questi borghesi vi sembrano esagerate. Ma se avete visto questo balletto capirete sicuramente cosa intendo quando dico che vi prende in pancia. Se siete curiosi vi lascio qui il link!

E per finire vorrei citare Fabio Antonelli, che grazie alla decima puntata del suo podcast "Suona tipo bene" sono riuscita a scrivere questo articolo. Vi consiglio assolutamente di andarlo ad ascoltare per avere più informazioni!

Voi eravate a conoscenza di questo balletto? Alla prossima, ciaoo!
adolescenti
balletto
classica
musica
noi
parigi
storia