Day 2 al Climate Social Camp a Torino

Day 2 al Climate Social Camp a Torino: eco ansia e FFF Ucraina
Pubblicato da Ludovica Luvi F. il 27/07/2022 in Eco
Ciao a tutti! Noi siamo ancora a Torino per il Climate Social Camp, la riunione di tutti i Fridays For Future d'Europa. La seconda giornata è stata piuttosto piena, abbiamo partecipato a moltissimi incontri. Uno di questi è stato con le ragazze del
FFF Ucraina, che sono arrivate qui nonostante la guerra che stanno vivendo a casa loro. In collegamento c'era un loro collega che però è rimasto a Kiev, perché gli uomini non possono lasciare il paese.

È stato un momento molto bello perché sono rimaste disponibili a un sacco di domande da parte degli altri attivisti, e hanno anche mostrato dei cimeli che hanno raccolto nelle strade delle loro città (per esempio pezzi di armamenti russi). Hanno raccontato un sacco di storie legate alla loro vita prima che ci fosse la guerra, però ci tengono a dire che non vogliono che tutti le guardino pensando "poverine, mi dispiace molto per la loro situazione" perché loro si vedono come delle guerriere. Anche perché, come hanno ricordato anche ieri, anche questa guerra ha a che fare con la crisi climatica. Ne abbiamo parlato qui se volete capire di cosa si parla.
Prima di questo abbiamo partecipato ad un altro incontro in cui si parlava di eco ansia. In pratica si tratta di un sentimento di ansia che viene quando si pensa al cambiamento climatico e alle sue conseguenze per il futuro. Diciamo che non è che le prospettive sono proprio rosee, specialmente in questo periodo la cosa che si sente dire di più è "preparati, questa è l'estate più fresca del resto della tua vita!". Ci credo che poi ci sale l'ansia. O meglio, eco ansia, che tra l'altro è specialmente diffusa tra gli adolescenti.

L'incontro era tenuto da Matteo Innocenti, uno psichiatra che è anche presidente dell'Associazione Italiana Ansia da Cambiamento Climatico. Lui si è specializzato proprio in eco ansia e ci ha parlato un po' di quali sono le tecniche per combatterla. Lui ha detto che il modo migliore è cominciare a immaginare l'uomo come parte integrante della natura, non più come un essere vivente messo "al di sopra" degli altri. E soprattutto bisogna imparare ad accettare l'eco ansia come un sentimento come gli altri e trasformarla in una forza che ci permette di agire e cambiare le cose.

Siamo anche riusciti a fargli un'intervista, ascoltate qui!
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