Il campionato più inclusivo del mondo

Pubblicato da Luna il 02/07/2022 in Pop
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Anche quest'anno il mese più colorato dell'anno, ovvero quello del Pride, si sta lentamente concludendo. Ma questo, più di qualunque altra cosa, ci fa ricordare che la comunità LGBT+ non deve essere festeggiata e resa visibile ai media solo per questi 30 giorni, ma anzi va tutelata sempre. Ed è quello che sta succedendo a livello sportivo in due stati europei proprio in questo momento. Infatti in Inghilterra e in Germania le rispettive federazioni calcistiche hanno deciso di seguire questo sano spirito di inclusione e sportività.

In Inghilterra si festeggia il 20esimo compleanno della GFSN League, la prima e unica lega calcistica queer al m-o-n-d-o. Questo vuol dire che in questo campionato tutti gli atleti sono ammessi e fatti sentire accolti e sicuri senza distinzione di genere, orientamento sessuale, età, etnia e molto altro. Ma ovviamente essendo promotore di inclusività, tutti gli amanti del calcio con una sana competitività sono i benvenuti, anche se non fanno parte della comunità LGBT+.
cornice sport
ilustration by Radioimmaginaria
Da quando fu fondata nel 2002, in un periodo dove questo tipo di iniziativa era vista decisamente molto male dalla società, la GFSN League ne ha fatta di strada. Inizialmente il campionato era formato solo da 4 squadre: Leicester Wildecats, Yorkshire Terriers, Bristol Panthers e Leftfooters. Ora dopo 20 anni conta nel suo girone 13 squadre divise in 2 divisioni e milioni di fan come seguito.

La seconda "buona notizia" che ci arriva da un altro stato europeo (purtroppo l'Italia su questo genere di cose è ancora indietro) riguarda la Federcalcio tedesca. Infatti una nuova regola che verrà applicata con l'inizio della nuova stagione 2022-2023, lascerà la possibilità a tutti i calciatori di scegliere in quale girone, se maschile o femminile, giocare. Questa è una svolta pazzesca perchè farebbe si che persone transessuali o non binarie non siano più legate a regole ancora basate sul sesso biologico, ma possano scegliere la squadra che più rappresenta quello che sentono interiormente.
Arbitro che fischia e da cartellino rosso
ilustration by Radioimmaginaria
Nonostante io non sia una fan del calcio né a livello italiano, né in generale, tutte queste iniziative hanno un impatto anche su di me. Ci stiamo avviando verso una nuova era dove la diversità comincia ad essere qualcosa per cui le persone non devono più vergognarsi o nascondersi. E parlare di tutte queste cose aiuta soltanto un potenziale ragazzino che chiuso nella sua cameretta non si sente conforme agli standard prescritti dalle generazioni precedenti. Che anche le federazioni si stiano battendo per questioni sociali e reali è una delle cose più belle che amo dello sport.
Lo sport non è più qualcosa che si guarda una volta alla settimana davanti ad uno schermo piatto ma è qualcosa a cui TUTTI possono e devono sentirsi parte.
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