WCMX, quando lo sport è davvero per tutti

Ecco la storia di Ilaria, prima atleta WCMX in Italia
Pubblicato da il 09/12/2021
Venerdì 3 dicembre è stata la Giornata internazionale delle persone con disabilità e per l'occasione è andato in onda su Rai 2 una puntata speciale di "O anche no", il programma che si occupa di temi sociali e inclusione condotto da Paola Severini Melograni a cui abbiamo partecipato un sacco di volte anche noi di Radioimmaginaria. Il titolo dello speciale era "Lo sport è di tutti" e tra tutte le storie che hanno raccontato quella di Ilaria mi è piaciuta troppo. Ilaria Naef è la prima atleta WCMX d'Italia e sulla sua carrozzina si diverte facendo delle acrobazie così assurde che a guardarla ti viene quasi voglia di comprare una carrozzina a rotelle anche se cammini benissimo, solo per imparare qualche trick.
WCMX infatti è l'acronimo impronunciabile che sta ad indicare il Wheelchair Motocross, quindi lo skate su carrozzina, un vero e proprio sport con tanto di mondiali, inventato da un ragazzo americano chiamato Aaron Fotheringham. Non so perchè nessuno non ci avesse pensato prima ma l'idea che ha avuto è davvero geniale: usare la carrozzina come uno skate o una bmx e farci tutte le acrobazie possibili immaginabili, dai giri della morte ai salti roteanti in mezzo a cerchi infuocati. La carrozzina che usa è speciale, e vista da vicino sembra un vero e propio veicolo, con tanto di ammortizzatori e pezzi aggiuntivi per riuscire a scivolare meglio su rampe e ringhiere. Negli ultimi anni Aaron ha ispirato molti atleti disabili sparsi per il mondo, tra cui anche Ilaria che ha portato questo sport in Italia ed è diventata la nostra campionessa di riferimento.
Lei nelle interviste dice sempre che la carrozzina non deve essere vista come un limite ma come un paio di ali e vederla roteare in mezzo al vuoto è davvero emozionante perchè di fronte ad uno spettacolo del genere ti rendi davvero conto di cosa voglia dire spingersi oltre i propri limiti e capire, con tanto allenamento e impegno, di potere fare l'impossibile, anche su una carrozzina a rotelle. Credo che Ilaria sia un esempio, non solo perchè attraverso la sua passione è riuscita a rendere la disabilità un suo punto di forza, ma perchè quando l'ho vista scendere dalle rampe, una parte di me voleva essere come lei. Negli ultimi anni si è parlato un sacco di sport paralimpici e si è sempre cercato di trovare un'alternativa special per ogni sport, come se ad adattarsi dovessero sempre essere loro, a prescindere. Perchè però deve esserci sempre qualcuno che deve adattarsi? Le gare dovrebbero essere aperte a tutti! E se un atleta normodotato volesse salire su una carrozzina e iniziare ad allenarsi per gare WMCX dovrebbe farlo indipendentemente dalle sue capacità motorie, perchè è uno sport splendido. Lo stesso dovrebbe valere per l'handbike o per la scherma da seduti. Questo si che sarebbe sport per tutti!
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