Più inclusività per tutti gli atleti

Il Comitato Olimpico ha rilasciato nuove linee guida, serve più inclusività per tutti gli atleti
Pubblicato da Luvi il 25/11/2021
"Ogni persona ha il diritto di praticare uno sport senza discriminazioni." Questa è la prima frase delle nuove linee guida rilasciate dal Comitato Olimpico Internazionale riguardo alla partecipazione di atlete e atleti transgender nelle competizioni sportive. La seconda frase è: "Allo stesso tempo, la credibilità di uno sport competitivo si basa su condizioni di parità, dove nessun atleta deve avere un vantaggio ingiusto e sproporzionato sugli altri." Queste sono le due caratteristiche che deve avere lo sport: tutti possono partecipare e devono farlo in maniera equa. Purtroppo quando si parla di atlete e atleti trans non tutti sono d'accordo sul fatto che queste due caratteristiche possano coesistere.
Molti pensano che, avendo per esempio le donne trans delle caratteristiche fisiche diverse dalle donne cisgender, possano essere avvantaggiate, e che quindi la condizione che lo sport sia equo non possa essere mantenuta. Ma allora come si fa? È giusto escludere a priori una categoria di persone perché potrebbero vincere sempre? Secondo me no, e neanche secondo il Comitato Olimpico. Queste linee guida sono un messaggio importantissimo per tutti e soprattutto se ogni sport le adottasse renderebbero sicuramente la vita più semplice a tutti quegli atleti e quelle atlete che hanno il diritto di gareggiare nella categoria del genere in cui si riconoscono.
Anche se al momento ogni federazione sportiva può decidere se seguirle o meno, sicuramente è bello sapere che a livello internazionale si vogliono riscrivere le regole dello sport. I blocchi di partenza di uno stadio di atletica, un campo da golf o una pedana di ginnastica artistica sono solo alcuni di quei posti dove non conta chi sei, da dove vieni, dove ti alleni: siamo tutti uguali perché facciamo lo stesso sport. Perché per la comunità trans non deve essere così?
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