Gli atleti della radiofrequenza

Abbiamo conosciuto il mondo dei radioamatori e abbiamo scoperto che sono gli atleti della radiofrequenza
Pubblicato da il 25/11/2021
Qualche settimana fa ho aiutato il papà della mia migliore amica a ripassare per l'esame da radioamatore. Noi a scuola per forza di cose la fisica, la matematica ce l'abbiamo fresca. C'erano formule complicatissime, resistenze, condensatori, antenne, tutto un po' ostico. Frequentandolo in quei giorni, mi sono reso conto che quella del radioamatore è una filosofia. Avevo visto Dustin nella serie TV Stranger Things, maneggiare una radiolona con antenna lunghissima, ma non sapevo che in un certo senso i radioamatori possono essere considerati a tutti gli effetti "atleti della radiofrequenza", ci sono infatti veri e propri contest.
Lo chiamano radiosport perché l'obiettivo è, sfidando i team avversari, riuscire in un tempo limitato, a collegarsi grazie alla propria stazione radio, a quanti più radioamatori possibile in giro per il mondo. Più il collegamento è difficile, più punti vale. Le squadre più forti, possono partecipare al World Radiosport Team Championship, l'Olimpiade dei radioamatori. L'edizione del 2023 sarà proprio qui in Italia, in Emilia-Romagna! La cosa più bella però è che ci sono sfide dedicate a ragazzi come noi. Tanto che esiste un gruppo chiamato YOTA, composto da più di 70 radioamatori under 26 sparsi in giro per tutta Italia, dove i ragazzi imparano a collegarsi con il mondo intero, mettendo a disposizione di tutti quanti le proprie abilità tecnologiche.
Un radioamatore, quando è nascosto nella sua cantina, davanti alla sua stazione, con le cuffie in testa è a tutti gli effetti un funzionario dello stato e in situazioni di emergenza avrebbe tutte le capacità tecnologiche per fornire soccorso. Passando qualche pomeriggio con il papà della mia amica, ho conosciuto alcuni radioamatori, come Roberto, Armando, Alessio di Ari Modena, Ezio di Sesto Imolese, Felix di Lugo, ma i nomi non sono importanti, conta il codice identificativo con cui si parlano e si localizzano. Mi hanno spiegato che qualunque cosa oggi funziona grazie alle onde radio. Internet, i super computer, l'intelligenza artificiale, la geolocalizzazione... e sarà sempre più così. Penso sarebbe fantastico diventare un atleta della radiofrequenza e magari in un pomeriggio, durante lo studio, cercare di collegarsi con Luca Parmitano dalla Stazione Spaziale Internazionale e chiedere a lui qualche dritta per la verifica di fisica.
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